Opinioni Le Vignette di Paride

Al posto dei giornali un presidio sicurezza: che tempi tristi

Al posto dei giornali un presidio sicurezza: che tempi tristi

Le edicole chiudono, colpa di internet, dicono: secondo me, invece, semplicemente perché non si legge più


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Nel 1977 avevo quattordici anni, la paghetta era poca ma quell'acquisto nell'edicola era irrinunciabile. Ho iniziato a legger i giornali non appena ho imparato a leggere (5 anni) e forse è con Grandhotel, con le mitiche copertine di mastro Walter Molino, che ho imparato a disegnare e non ho più smesso.

Ci sono stati periodi di impegni pressanti e, purtroppo, potevo leggere i fumetti solo d'estate. Da bambino ho letto Topolino poi, da adolescente Alan Ford, il Comandante Mark, Tex Willer, Lanciostory... e comunque sempre 'grazie' all'edicola che mi ha aperto orizzonti più vasti. Ho amato alla follia il satirico Il Male dei mitici Vauro e Vincino, Tango l'inserto satirico di Staino (poi mio Direttore con Emme Scomunicazione) de l'Unità, e poi Cuore di Repubblica.

Allora la televisione era considerata ancora 'cattiva maestra', quindi si leggevano avidamente più quotidiani di oggidì: ogni famiglia, generalmente, comprava anche due quotidiani al giorno, epperò sempre uno in contrapposizione all'altro. E oggi, ahimé, le edicole chiudono, colpa di internet, dicono: secondo me, invece, semplicemente perché non si legge più. A prescindere. Lo so che sono rimpianti da vecchio vignettaro, ma è storia anche questa. Amen.
Paride Puglia

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