Durante il consueto catechismo Dem sulla TV di Stato, il famoso giornalista fa apologia di nazismo per l'Ucraina, normalizzando il famoso battaglione filonazista Azov, appunto ripulendolo dei crimini commessi nel Donbass, per farlo apparire come un reggimento militare qualsiasi. E prima del famoso giornalista, persino Wikipedia cambia versione della strage di filorussi a Odessa: non fu colpa di gruppi neonazisti e nazionalisti ucraini, ma fu a causa di un incendio.
Si chiama 'informazione di guerra' (fateci caso, ne abbiamo già avuto un assaggio proprio un paio di anni fa con l'altrettanto famoso 'corteo di Bergamo', con l'unica differenza che allora il nemico era il virus), ed è evidentemente funzionale alla scelta del governo di essere un paese cobelligerante al traino della Nato, con tutte le conseguenze militari ed economiche dio ciò che comporta. Non solo la propaganda russa, ma anche quella occidentale rischia di intorbidire le acque già melmose della guerra: chi sa più che cosa sta succedendo in Ucraina? Da una parte si magnificano i successi della resistenza che respinge i russi sulla linea del bagnasciuga, dall'altra ci bombardano continuamente di immagini di città rase al suolo dall'invasore, con dei cadaveri di civili per strada: è un lavaggio del cervello, o no? La gente, presa in mezzo al grande cataclisma intanto crepa, e non saranno le scemenze della messa al bando delle z o l'abbassamento del termostato a salvarle dalla morte: quelle sono solo cretinerie occidentali doc, a prescindere.
Paride Puglia
L'informazione di guerra...
Non solo la propaganda russa, ma anche quella occidentale rischia di intorbidire le acque già melmose della guerra
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