L'evento “Disarmare la città di Modena”, ha trasformato piazzale Sant'Agostino in un laboratorio a cielo aperto. L’iniziativa, svoltasi senza alcun problema di ordine pubblico, ha visto come protagonista il monumentale Tappeto di pace, un’opera collettiva tessuta a mano da decine di donne e studenti delle scuole locali. Decine di metri di stoffa composta da centinaia di quadrati nei quali potere scrivere i propri pensieri di pace.
Il pomeriggio è iniziato in Piazza Sant’Agostino, dove i partecipanti hanno scritto i loro messaggi di speranza sui lembi di stoffa che compongono l'opera. Alle 18:00, il colorato corteo ha preso il via lungo la via Emilia, per poi concludersi come previsto in Largo Porta Bologna.
A testimoniare il pieno sostegno dell'amministrazione comunale, è intervenuta l’assessore Alessandra Camporota. Presente tra i manifestanti con un cartello simbolico, l'assessore ha voluto sottolineare l'importanza di queste reti di cittadinanza attiva.
'Il Comune di Modena non solo patrocina e sostiene con convinzione l’iniziativa di oggi,' ha dichiarato Camporota, 'ma guarda già al prossimo importante traguardo: la manifestazione nazionale a Roma prevista per giugno. Saremo al fianco delle donne della Rete '10, 100, 1000 piazze' per portare la voce di Modena anche nella capitale, ribadendo che la pace si costruisce ogni giorno con le relazioni e il rifiuto della cultura della violenza'.

Conclusa con un corteo in centro la campagna '40 Giorni per la Vita'
Un secondo corteo contestuale a quello delle donne per la pace, si è svolto, sempre in centro, a conclusione dell'edizione della campagna internazionale '40 Giorni per la Vita'. I partecipanti, molto dei quali si si infatti il cambio in queste settimane nel presidio diurno nei pressi del Policlinico di Modena, si sono ritrovati nel pomeriggio in Calle di Luca per dare inizio a un corteo che ha attraversato il cuore della città. Perlo più donne e una religiosa con cartelli esposti anche nel corso delle settimane di presidio giornaliero nei pressi dell'accesso al Policlinico.
La prima tappa è avvenuta davanti alla chiesa di San Francesco. Qui, tra canti e momenti di raccoglimento, è stata letta la testimonianza di un’aderente al movimento operante oltreoceano.
Il cammino è poi proseguito lungo Corso Canalchiaro fino a raggiungere Corso Duomo. Durante il tragitto, l’iniziativa ha registrato due brevi momenti di contestazione: in due occasioni distinte, due donne hanno contestato i partecipanti al grido di 'vergogna', ribadendo che l'aborto è un diritto.
La manifestazione si è chiusa davanti al Duomo, tra centinaia di persone che in quel momento transitavano lungo l'omonimo corso, con un intervento finale che ha tracciato il bilancio dell'iniziativa, sottolineando l'importanza della presenza costante e silenziosa mantenuta durante tutto il periodo della campagna, il sostegno del mondo ecclesiale e pronunciando una preghiera, omaggio alla vita'.



