Le associazioni di categoria (a partire da Cna) si fanno piccole per sostenere il sindaco di Modena
19 novembre 2017 alle 12:30
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La famosa festosa biciclettata per dire no ai 550 alloggi di via Vaciglio è stata seppellita in queste settimane dalle unanimi prese di posizione pro-amministrazione del mondo economico modenese. Tutti (a partire Confindustria o da Legacoop che quasi farebbe un monumento a Stefano Bonaccini per la sua legge urbanistica che, con il limite del 3%, consente di costruire a più non posso) ad appoggiare le scelte edificatorie di Giancarlo Muzzarelli. Scelte edificatorie, ovviamente mascherate dallo slogan del saldo zero. Uno slogan buono per tutte le stagioni e non importa quanto tradito. Tutto il mondo economico locale sta col sindaco: costruire 550 case a Vaciglo è la scelta giusta. La migliore. Il migliore dei mondi possibili. Lo hanno detto senza tanti giri di parole oggi Ascom, Cna, Confesercenti e Lapam. Senza distinguo, una unica voce, senza appartenenze e senza storia, una voce disperata e rotta dal pianto si leva dalla curva: bravo Muzzarelli! Poteri forti antichi che si fanno deboli e docili pur di sopravvivere. E allora cosa resta da dire? Se tutti dicono che va bene così, andrà bene così. Citare i legami tra Cmb di Carlo Zini e Muzzarelli (Cmb che costruirà le 550 case) ha ancora senso?
Sottolineare i rapporti tra il leader di Cna Mauro Galavotti e la realizzazione di 350 case in Fratelli Rosselli serve? Serve citare la Aec di Zaccarelli (che finanziò la campagna del sindaco), la moglie del sindaco stesso e le aree che vedranno sorgere le case? Serve sottolineare la debolezza delle associazioni di categoria modenesi costrette a lisciare il pelo al potere per sperare di ottenere qualche briciola? Serve sottolineare la differenza tra la Ascom forte e di rottura che fu di Blondi e la Ascom dei vari Malpighi o Vecchi? Serve? Serve dire che il saldo zero è una bufala pazzesca se si costruiscono 550 case e non si dice cosa si abbatte e dove? No, non serve dirlo. Ma per amore di verità va detto.
Redazione Pressa
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