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Altro che pioggia come non accadeva da 100 anni: Regione indifendibile

Altro che pioggia come non accadeva da 100 anni: Regione indifendibile

Arginiamo: ‘Attualmente il nodo idraulico modenese si attesta a TR20 per l’80 per cento e a TR50 per il resto contro il TR200 che dovrebbe essere‘


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I giorni 2 e 3 di maggio ha piovuto con un’intensità che si può tranquillamente definire non eccezionale, ma che ha provocato disagi tali da dover persino chiudere i ponti. Questo fa capire a chiunque la situazione di potenziale gravissimo pericolo a cui è sottoposto senza soluzione di continuità il territorio della pianura modenese, territorio ancora oggi adeguato solo alle piene cosiddette piccole TR20 (Tempo di Ritorno di 20 anni; si tratta di un indice di gravità, non di una previsione temporale).

Dopo il 2014, anno del disastroso crollo d’argine del Secchia che massacrò Bastiglia, Bomporto e buona parte della Bassa, provocando anche un morto, si è costituito il “Comitato ArginiaMO” proprio per spingere “chi di dovere” a mettere in sicurezza il nostro precario nodo idraulico; in seguito, si formarono attraverso gli anni -visto il colpevole immobilismo delle autorità preposte- una serie di altri comitati cittadini animati dallo stesso obiettivo. Citiamo in ordine sparso e non cronologico i comitati Secchia, Campogalliano, Ambiente, Alluvionati Non Per Caso, Modena Respiriamo Aria Pulita.
Non si ottenne nulla, salvo quei pochi interventi emergenziali, comunque insufficienti in un quadro complesso e critico come quello dei nostri fiumi pensili.
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Persino quando si tentò di agguantare il PNRR per farvi rientrare qualche opera iper-essenziale di messa in sicurezza, si dovette rinunciare per la totale assenza di progetti! Chi incolpare, se non la Regione, che è quella che commissiona all’AIPO progetti e opere?

Noi (parliamo a nome di tutti comitati) abbiamo nel nostro interno anche persone competenti; in più ci avvalliamo di pareri di persone di caratura accademica. Non offriamo soluzioni (delle quali abbiamo abbondantemente discusso con AIPO, l’ultima volta meno di due mesi fa’) ma ci limitiamo ad evidenziare con cognizione di causa criticità ed emergenze potenziali ed attendibili. Ora, in seguito all'alluvione in Romagna, sono state pubblicate interviste a docenti universitari di spicco: Armando Brath -docente di Costruzioni Idrauliche all'Unibo- sottolinea su Repubblica la fragilità del nostro sistema difensivo dalle piene e come la sicurezza dei fiumi sia limitata alle piene piccole; Stefano Orlandini -docente di Ingegneria Idraulica all’Unimore, per canto suo evidenzia sul Carlino il problema irrisolto delle tane degli animali fossori (istrici, volpi, ecc.) che rendono fragili gli argini; ciò, oltre all’esigenza improcrastinabile di aumentare le sezioni proprio degli argini, ormai inadeguate, prova ne è l’ultima rotta del Panaro a Nonantola nel dicembre 2020.
Per finire, vogliamo evidenziare con tutta la forza possibile come le norme internazionali
di sicurezza per i fiumi prescrivono l’indice di sicurezza TR200, mentre attualmente, il nodo idraulico modenese si attesta a TR20 per l’80 per cento e a TR50 per il resto.
La Regione Emilia-Romagna ha -a questo riguardo- una posizione assolutamente indifendibile.
Vittorio Cajo’ - Responsabile Comunicazione Comitato Arginiamo

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