Vero.
La violenza (contro le donne) non si (può) giustifica(re).
Assolutamente vero.
Ma non si possono giustificare nemmeno le violente aggressioni allo stato di diritto che, ancora in queste ore, l'attualità registra indisturbata.
E dico indisturbata perché non è possibile che, ancora in queste ore, a livello di opinione pubblica, nessuno salti sulla seggiola nel leggere che è stata lanciata una petizione (che sarebbe) finalizzata ad ottenere l'immediata rimozione del giudice Paolo Gallo.
Carneade, verrebbe da dire: Chi era costui?
Costui e(ra) il giudice reo, nell'ottica di coloro che ne pretenderebbero l'immediata rimozione, di avere scritto la sentenza con la quale un imputato è stato assolto dal delitto di maltrattamenti in famiglia e condannato esclusivamente in relazione al delitto di lesioni personali.
Se la sentenza si possa considerare corretta in diritto, non conoscendo gli atti processuali, non so.
So, però, che, ove corretta in diritto qualcuno non la volesse considerare, quel qualcuno ben potrà attivare i rimedi processuali del caso, presentando appello e/o ricorso per cassazione contro la stessa.
Ma da qui a chiedere addirittura l'immediata rimozione di un giudice che si è semplicemente limitato a fare il proprio dovere - ovvero ad applicare la legge penale, motivando con compostezza la propria decisione -, francamente, ne passa di acqua sotto i ponti.
E' la fine dello stato di diritto.
E meraviglia che per primi gli avvocati non si scaglino convintamente contro consimili, ingiustificabili, iniziative di inciviltà (non solo) giuridica.
Quando la società non ha più paura nel giudicare un proprio simile, infatti, a prevalere, indisturbata appunto, è l'arroganza.
Quella che solo può insistere alla base del fatto che non ci si renda più conto che giudicare della vita e delle azioni di un altro essere umano è fonte di infinita responsabilità.
E questo, sinceramente, è inaccettabile.
Guido Sola
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