Di qui il chiaro riferimento all'ultima cena, con le drag queens al posto del Cristo e degli apostoli. Che non è stato un fatto né improvvisato né isolato. L'ultima cena, dove il Cristo condivide il proprio corpo e il proprio sangue con gli apostoli, è il simbolo più forte della cristianità, assieme al sacrificio estremo della Croce. Trasforma le peggiori tradizioni tribali in qualcosa di nuovo: trasforma l’antropofagia in un gesto spirituale e comunitario, in qualcosa da ripetere in memoria.
Con l'entrata in scena di Dioniso, è stata poi data enfasi al sangue, quello simboleggiato dal vino. Quel vino che comunque, nel rito eucaristico reale, non viene davvero condiviso con i fedeli. Ma nel woke sì: perché ci si inebria e ci si diverte.
Non è stato un depistaggio verso improbabili pittori mai sentiti, ma un abile secondo step del percorso di elevazione. Che per essere completato, sarebbe dovuto in ogni caso arrivare a mostrare carni lacerate e sangue vero, e creare così l'immagine simbolica propria della religione. Ma sempre in salsa woke. E quale migliore occasione, per farlo, che sfruttare la strana - quantomeno strana sia concesso di dirlo - situazione della pugile algerina, simbolo a sua volta dell'inclusione? Sangue che, per uno strano scherzo del destino sotto forma di sorteggi, doveva essere quello della pugile italiana prima, dell'ungherese poi: guardacaso i due paesi nelle mani della peggior destra antieuropea, quella retrograda e omofoba. Comunque, va detto, dopo svariati brogli accertati, non crediamo più tanto nei sorteggi.
Ma la pugile italiana è uscita di scena quasi subito e non s'è visto scorrere il sangue. E neanche s'è visto quello del secondo incontro, quantomeno sulla nostra Tv pubblica. Gli scomposti interventi dell'Iba, i farisei vicini a Putin, hanno poi buttato il tutto in caciara.
Per questo c'è molta rabbia nel mondo woke, oltre che nelle sinistre.
Magath
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