“Al fine di contenere l’impatto sui consumatori finali” dell’aumento dei prezzi legato alla crisi ucraina, “il Governo sta valutando l’ipotesi di praticare sui carburanti un’accisa mobile”. Infatti, prosegue il ministro, “siccome c’è stato maggior gettito Iva questo potrebbe essere utilizzato per ridurre le accise e ottenere una riduzione del prezzo alla pompa“, ma, ammette il titolare del MiTE, “sappiamo che operare sui carburanti è molto complesso”.
Per il prezzo del gas - ha affermato il Ministro riportato dala Dire - “il problema è lo stoccaggio, nel medio termine”, infatti “se dovessimo stoccare oggi gas a 1,5 euro al metro cubo con 10 miliardi di metri cubi di gas di stoccaggi pagheremmo 15 miliardi di euro, un anno fa era 30 centesimi al metro cubo”, quindi “gli stessi metri cubi di gas mi sarebbero costati 3 miliardi”. Per Cingolani, è quindi “inaccettabile questo prezzo del gas frutto solo della speculazione di certi hub, Ttf e Psv a livello europeo” ma “si chiama mercato”.
“Siccome la quantità di gas è uguale non è molto giustificato che prezzo vada da 30 centesimi a 1,50 euro e che lo stoccaggio mi vada a 15 miliardi, che è cosa diversa”, spiega il titolare del MiTE, “questa mia affermazione forse è un po’ dura, se la materia è la stessa non è possibile mi costi cinque volte di piu perché stiamo mettendo in ginocchio gli operatori“. Certo, “non è che qualcuno in Italia stia facendo qualcosa di sbagliato ma è un problema di hub”, osserva il ministro, si tratta di “un problema molto serio che non sta mettendo in ginocchio solo l’Italia ma tutti i Paesi europei”, perché “a parità
L’ITALIA IMPORTA OLTRE IL 95% DEL GAS
Oggi, ricorda Cingolani, “oltre il 95% del gas naturale consumato in Italia viene importato dall’estero”. I consumi di gas naturale, “capostipite della filiera energetica”, sono rimasti “sostanzialmente stabili nell’ultimo decennio, pari a 76 miliardi di metri cubi nel 2021”, spiega Cingolani, ma “nei due decenni, la produzione nazionale di gas naturale si è più che dimezzata, per il calo naturale dei giacimenti a cui non si è fatto fronte da anni con nuovi investimenti in ricerca e produzione”.
“STOP GAS RUSSO? NEL BREVE TERMINE NON CI SAREBBERO PROBLEMI”
A proposito delle tensioni tra Russia e Ucraina e dell’ipotesi che Mosca decida di chiudere i rubinetti del gas per rispondere alle sanzioni dell’Unione europea, il ministro della Transizione ecologica spiega in Senato che nel breve termine per quel che riguarda il flusso del gas russo “anche un’interruzione in questa settimana non dovrebbe comportare problemi” e “modulando i volumi di stoccaggio non dovremmo avere alcun tipo di problema“.
Avremmo, eventualmente, “problemi solo in caso di un picco di freddo a fine marzo o di un contestuale evento catastrofico su altre rotte di approvvigionamento di gas, che in questo momento non abbiamo motivo di considerare”.
IL RISPARMIO DELLE RINNOVABILI
Un’altra soluzione per ridurre la dipendenza dal gas importato è accelerare il ricorso alle fonti di energia rinnovabile.

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