Rubriche Oltre Modena

Il Regno Unito si è fermato per l’addio alla regina Elisabetta

Il Regno Unito si è fermato per l’addio alla regina Elisabetta

Hanno partecipato oltre 500 tra capi di Stato, leader stranieri e dignitari di tutto il mondo, tra cui il Capo dello Stato Sergio Mattarella


1 minuto di lettura

Spazio ADV dedicata a Tradizione e sapori di Modena

Il Regno Unito si è fermato per l’ultimo saluto alla sua regina. Nell’Abbazia di Westminster si sono tenuti funerali solenni di Elisabetta II, scomparsa l’8 settembre all’età di 96 anni. Alla cerimonia, presieduta dal decano di Westminster e dall’arcivescovo di Canterbury, hanno partecipato oltre 500 tra capi di Stato, leader stranieri e dignitari di tutto il mondo, tra cui il Capo dello Stato Sergio Mattarella, il presidente americano Joe Biden, la premier britannica Liz Truss e gli ex premier Boris Johnson, David Cameron, John Major, Tony Blair e Gordon Brown.
A Hyde Park i maxischermi hanno trasmesso in diretta la cerimonia funebre, consentendo a migliaia di persone di seguire l’addio alla sovrana più longeva della storia britannica.
Una volta conclusa la liturgia, Londra si è fermata per due minuti di silenzio. L’ultima processione ha attraversato la città, dall’Abbazia di Westminster all’arco di Wellington, salutando Buckingham Palace. La bara della regina Elisabetta II è stata trasferita al Castello di Windsor per la sepoltura nella cappella di St George.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a APP LA PRESSA

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.