Le misure cautelari disposte dal G.I.P. del Tribunale di Bologna - Dott. Alberto GAMBERINI rappresentano l’epilogo della vasta operazione “Black Fog” condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria di Bologna, le cui indagini, coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, nelle persone del Procuratore Aggiunto - Dott. Francesco CALECA e del Sostituto Procuratore - Dott. Flavio LAZZARINI, sono state eseguite tra il 2019 e il 2021.
L’attività è stata sviluppata all’esito di una precedente indagine in materia di criminalità organizzata - eseguita dagli specialisti del G.I.C.O. di Bologna - convenzionalmente denominata “Nebbia Calabra” e nel corso della quale era stata rinvenuta copiosa documentazione, anche informatica, relativa a cospicui investimenti all’estero effettuati dal principale indagato grazie alla connivenza e al supporto di numerosi “colletti bianchi” legati al mondo della finanza e dell’imprenditoria operanti nel nord est del Paese.
In particolare, sono emersi gravi indizi in ordine alla gestione occulta, realizzata attraverso uno strumentale schermo societario di diritto rumeno, di due centrali idroelettriche in Romania in grado di generare redditi per 2 milioni di euro all’anno (la cui titolarità è riconducibile a una società con sede in provincia di Trento), alla disponibilità di numerosi rapporti finanziari presso banche svizzere (fra cui 1,6 milioni di dollari USA in seguito movimentati verso un conto sammarinese) e al possesso di immobili di pregio in Bulgaria, oltre a investimenti in titoli USA successivamente movimentati tramite bonifici “mascherati” da finanziamenti fra società estere per 15 milioni di euro.
Grazie alle determinanti informazioni fornite dalle Financial Intelligence Unit estere, vale a dire autorità nazionali indipendenti con funzioni di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, sono state intercettate condotte di trasferimento fraudolento di valori aggravate dal cosiddetto “metodo mafioso”, in ragione della vicinanza dell’indagato alla citata ‘Ndrina, i cui cospicui interessi economici venivano dallo stesso curati.
Condividendo il quadro probatorio meticolosamente
L’esecuzione delle misure è avvenuta, contestualmente, in più Stati dell’Unione Europea grazie al
coordinamento dell’Organismo di cooperazione giudiziaria internazionale Eurojust, il cui intervento ha
consentito all’Autorità Giudiziaria bolognese di operare in stretta sinergia con i collaterali esteri e rendere così
più efficace il contrasto alla criminalità organizzata, connotata da una sempre più marcata proiezione
internazionale.
'L’attività testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza nell’aggressione dei patrimoni illeciti, che consente di colpire “al cuore” le organizzazioni criminali e chi è abitualmente dedito a vivere nell’illegalità restituendo i beni illecitamente accumulati alla collettività e salvaguardando gli operatori economici e i cittadini onesti' - ha specificato il comando GDF di Bologna

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