Strage funivia, tre arresti nella notte: 'Freno manomesso per evitare disservizi'
Si tratta di Luigi Nerini, proprietario della società che gestisce l'impianto, la Ferrovie Mottarone srl, del direttore e del capo operativo del servizio
A disporre il fermo, dopo un confronto di 12 ore, è stato il procuratore della Repubblica di Verbania, Olimpia Bossi, che con il pm Laura Carrera coordina le indagini dei carabinieri. L'analisi dei reperti ha permesso di accertare che 'la cabina precipitata presentava il sistema di emergenza dei freni manomesso'. Per gli inquirenti, il 'forchettone', ovvero il divaricatore che tiene distanti le ganasce dei freni che dovrebbero bloccare il cavo portante in caso di rottura del cavo trainane, non è stato rimosso. Un 'gesto materialmente consapevole, per evitare disservizi e blocchi della funivia', che da quando aveva ripreso servizio, presentava 'anomalie'. Entrata in funzione da circa un mese, dopo lo stop a causa della pandemia, la funivia del Mottarone 'era da più giorni che viaggiava in quel modo e aveva fatto diversi viaggi', precisa il procuratore Olimpia Bossi, come riporta l'Ansa. Interventi tecnici, per rimediare ai disservizi, erano stati 'richiesti ed effettuati', uno il 3 maggio, ma 'non erano stati risolutivi e si è pensato di rimediare, nella convinzione che mai si sarebbe potuto verificare una rottura del cavo, si è corso il rischio che ha purtroppo poi determinato l'esito fatale', sottolinea il magistrato, che parla di 'uno sviluppo consequenziale, molto grave e inquietante, agli accertamenti svolti'.
Ora la procura di Verbania intende infatti 'valutare eventuali posizioni di altre persone. Si è tutto accelerato nel corso del pomeriggio e di questa notte - conclude il procuratore lasciando la caserma -. Nelle prossime ore cercheremo di verificare, con riscontri di carattere più specifico, quello che ci è stato riferito', nei confronti dei fermati 'il quadro è fortemente indiziario'.
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