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Italpizza, sì dei lavoratori allo sciopero lunedì, ma l'azienda rilancia

Italpizza, sì dei lavoratori allo sciopero lunedì, ma l'azienda rilancia
Italpizza, sì dei lavoratori allo sciopero lunedì, ma l'azienda rilancia

Al termine dell'assemblea di oggi indetta da CGIL Cisl e Uil davanti allo stabilimento, dopo la rottura delle trattative ieri sera

Al termine dell'assemblea di oggi indetta da CGIL Cisl e Uil davanti allo stabilimento, dopo la rottura delle trattative ieri sera


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Sciopero di 8 ore fissato per lunedì. E’ ciò che hanno deciso a maggioranza, con alzata di mano, un centinaio di lavoratori dello stabilimento Italpizza al termine dell’assemblea organizzata da CGIl Cisl e Uil nell’area antistante allo stabilimento di via Gherbella. Mobilitazione decisa nelle ultime ore seguita all’abbandono, ieri sera, da parte dei sindacati, dopo 12 ore di confronto, del tavolo di trattative con l’azienda per definire le condizioni contrattuali di 300 lavoratori della logistica.

Dal primo dicembre i 250 lavoratori Cofamo e 50 di Evologica, dovrebbero passare ad una nuova SPA, Aviva. Ma in questo passaggio, dicono i sindacati, non sarebbero confermate le garanzie fissate già negli accordi dello scorso luglio, su TFR e mantenimento dei diritti acquisiti anche rispetto alla mansione svolta. L'azienda da un lato avrebbe proposto di rateizzare il TFR ed il passaggio di tutti i lavoratori al livello più basso del contratto nazionale logistica, con una penalizzazione dei diritti e delle mansioni acquisite. 

'Dopo l’Accordo Quadro del 17 luglio 2019 auspicavamo una gestione condivisa degli impegni presi da Italpizza e dalle società appaltatrici – dichiarano le categorie sindacali di riferimento - Purtroppo la decisione improvvisa di Italpizza di procedere a due cambi di appalto proprio

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durante questa fase delicata ha portato incertezze e preoccupazioni tra i lavoratori. Queste incertezze, sia riguardo alle spettanze arretrate che genereranno i cambi di appalto sia riguardo alle nuove applicazioni contrattuali, hanno portato alla rottura delle trattative di ieri sera. La scelta di un’organizzazione del lavoro in appalto non può far ricadere sui lavoratori i problemi derivanti dalla gestione dei cambi di appalto, né mettere in discussione le regolari applicazioni dei contratti nazionali'

Nell'assemblea plein-air nei campi e nelle aiuole stradali davanti allo stabilimento, i rappresentanti sindacali (Pizzolla e Veronesi per CGIL, Martignetti per Cisl e Perfetto per Uil), spiegano le ragioni del mancato accordo e confrontano con i lavoratori le iniziative da prendere. 'Se si sciopera bisogna essere uniti – dicono – per mandare un segnale forte all’azienda soprattutto in vista di un nuovo incontro fissato il 6 di novembre'. Non tutti sono d'accordo. Gli animi si scaldano. Si decide di mettere ad alzata di mano la scelta dello sciopero ed i lavoratori, tra mugugni e soddisfazione, dicono si. Sarà sciopero, ma nel frattempo dalla Uil arriva la notizia di una comunicazione dell’ultima ora da parte dell’azienda, pronta a riaprire il tavolo. Una mail arrivata alle rispettive segreterie.

Una ipotesi, quella di rimettersi al tavolo, che potrebbe fare rientrare la mobilitazione di lunedì. Una mobilitazione che il centinaio di lavoratori presenti oggi prevedono possa ricevere una adesione massiccia, coinvolgendo tutti o quasi, i 300 lavoratori della logistica spalmati nei diversi turni. 

 

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