In tre si sono recati all'ingresso e dopo avere fatto notare che il cartello non prevede nello specifico dell'obbligo del lasciapassare nessun indicazione di legge per la custodia dei dati personali sensibili registrati, hanno percorso la rampa di scale che porta alla reception. Qui sono stati fermati dal personale addetto che ha riscontrato, come da disposizioni, il mancato possesso del Green Pass.
Per gli avventori si tratterebbe di un illecito amministrativo, la cui contestazione non può spingersi alla limitazione della libertà personale di accesso fisico ad un'area pubblica per una iniziativa pubblica. Una discriminazione che il gruppo ha deciso di segnalare alle forze dell'ordine. In quel momento, a presidio di Piazza Grande erano presenti diverse unità. Nel video una rapida sequenza di quanto è successo. Viene attivata una pattuglia della Polizia di Stato che giunge sul posto, e incontra operatori al desk e chi era entrato senza Green Pass. Gli avventori vengono identificati, ne nasce uno scambio di posizioni. I soggetti senza certificato verde vengono invitati ad un uscire a loro volta ammettono di avere commesso un illecito e chiedono di essere sanzionati con la motivazione di non essere in possesso del green pass. Allo scopo di contestare con un ricorso la sanzione e dimostrare l'illegittimità del Green Pass stesso. Si dichiarano pronti a lasciare l'edificio solo nel momento in cui saranno sanzionati. Ma la sanzione non arriva. Né lì né dopo, quando anche gli agenti escono.
Gi.Ga.
Dinnanzi alle pretese dei suddetti operatori, abbiamo deciso di far intervenire la pattuglia di Polizia locale presente per essere sanzionati e potere contestare in via incidentale la norma e costringere i due buttafuori a rientrare nei limiti delle loro funzioni e magari verificare il rispetto degli obblighi di legge in capo ai suddetti.
Gli agenti non sono stati in grado di dare risposte esaurienti su come un decreto Legge potesse portare queste limitazioni importanti, nonostante i regolamenti europei (953/2021 - 954/2021 seduta Parlamento europeo del 14/06/2021) e la carta Costituzionale art.16-32, configurando quindi un ricatto sociale finalizzato a istituire un obbligo vaccinale surretizio che solleva lo Stato da ogni conseguenza risarcitoria o terapeutica in caso di eventi avversi.
Prima gli agenti hanno invocato il rispetto di una legge dello Stato, poi sostenuto addirittura la presenza di un regolamento Comunale che, ovviamente, non potrebbe imporre questo tipo di limitazioni.
Abbiamo quindi chiesto l'intervento di una forza di Polizia di stato visto che uno degli agenti aggrediva uno del nostro gruppo, che era già seduto.
Abbiamo chiesto quindi alla Polizia di stato di identificare le persone organizzatrici e gli steward verbalizzando i fatti in quanto ci sentivamo vittima di reato, nulla più nulla meno, ma gli agenti si sono rifiutati.
Solo dopo la nostra insistenza
Quindi abbiamo deciso, visto che ci era stato confermato che l'evento era aperto al pubblico e non c'era alcun cartello all'ingresso che richiedesse il Green Pass, con l'indicazione del responsabile dell'area recintata, di restare: uno dei ragazzi è stato spintonato e strattonato dall'agente di polizia locale, poi ci siamo tutti seduti per assistere alla proiezione.
Ripetutamente la polizia locale ha chiesto di uscire, noi eravamo disposti a farlo ma a condizione che venissimo sanzionati per l'infrazione, ma non ci bastava un invito ad abbandonare l'area senza motivazione.
Lo scopo della sanzione era proprio di potere ricorrere in via incidentale, sicuri che le eventuali sanzioni elevate sarebbero state illegittime.
Abbiamo semplicemente voluto evidenziare e ci siamo riusciti, che in un evento in cui è oggettivamente impossibile ogni possibilità di assembramento è stato imposto un obbligo discriminatorio illegittimo. Alla festa dell'Unità leggiamo dai giornali, tale obbligo non ci sarà.
Riteniamo che l'unico modo per ripristinare il diritto costituzionale e sovranazionale sia disubbidire e poi ricorrere al fine di portare in giudizio chi da 18 mesi ha sovvertito l'ordine costituzionale della Repubblica, distruggendo il concetto stes


