Nel capoluogo, infatti, la sovrapposizione tra voto amministrativo e voto referendario è stata quasi perfetta: la coalizione di centrosinistra a sostegno di Massimo Mezzetti aveva vinto le amministrative con il 63% dei consensi, e la stessa percentuale è stata registrata dal No nel referendum. Una coincidenza che non si ritrova però in molti comuni montani, dove il Sì ha ottenuto risultati molto più alti, anche in territori tradizionalmente vicini al centrosinistra. In molti casi superando e vincendo sul NO. A Pievepelago il Sì ha raggiunto il 62,3%, a Lama Mocogno, tradizionalmente amministrata da sindaci PD, il si ha superato il 57%, mentre a Palagano, amministrato dal sindaco PD e presidente della Provincia Fabio Braglia, ha superato il 56%. Percentuale addirittura più alta di quella raggiunta dal si nel vicino comune Polinago, guidato da un’amministrazione di centrodestra, il Sì ha vinto ottenendo oltre il 55%. Un caso a sé è quello di Fiumalbo, comune amministrato da un sindaco di centrodestra dove il Sì ha toccato il 72,6%, uno dei risultati più alti dell’intera provincia.
Le sorprese non si limitano però all’Appennino. Anche in pianura e nella Bassa emergono situazioni in cui il colore politico delle amministrazioni non coincide con quello che si si sarebbe aspettati dell’esito del referendum: A Mirandola, comune amministrato dal centrodestra, il No ha superato il 52%, mentre a Cavezzo, anch’esso passato al centrodestra, il No ha prevalso, seppur di misura, con il 51%. A Vignola, che si avvicina alle elezioni amministrative, il No si è invece affermato con il 56% dei voti.


