'Parliamo di un asse stradale fondamentale e la cui unica alternativa ad oggi è rappresentante dal collegamento autostradale - spiega Alessandro Giannasi -. Di fatto per un autotrasportatore significa un costo aggiuntivo a viaggio pari a 31 euro, poiché a tanto ammonta il costo del pedaggio andata-ritorno per la tratta in questione. Una spesa che difficilmente può essere assorbita dalla committenza e che quindi ricade totalmente sulla singola impresa di autotrasporto. Parliamo di una strada ex Statale, oggi Regionale, che - tolti i periodi estivi - non accoglie una mole di traffico tale da imporre un divieto simile, ma qualora la Prefettura ritenesse necessario un simile provvedimento per la sicurezza stradale, allora occorrerebbe prevedere parallelamente ristori e rimborsi per l'unica categoria penalizzata da tale decisione'. 'Chi effettua viaggi all'estero sa benissimo che l'obbligare gli autotrasportatori ad utilizzare l'autostrada in presenza di strade a grande scorrimento alternative non è pensabile - aggiunge Marco Panattoni -. In Francia e in altri Paesi europei semplicemente non sarebbe consentito. Anche per questo un simile provvedimento, applicato di fatto tutto l'anno su una strada regionale così importante per la Toscana, aprirebbe un precedente grave nel nostro Paese. Se le carenze infrastrutturali italiane rendono transitabili dagli autocarri solo le autostrade, anche nei periodi di traffico regolare non drogato dallo spostamento dei vacanzieri, allora il Governo ne prenda atto e consenta agli autotrasportatori di ottenere le necessarie compensazioni economiche'.
'Strada regionale 206 vietata ai mezzi pesanti: assurdo obbligare autotrasportatori a usare l'autostrada'
Parlano il presidente e il vicepresidente Toscana dell'associazione Ruote Libere, Alessandro Giannasi e Marco Panattoni
'Parliamo di un asse stradale fondamentale e la cui unica alternativa ad oggi è rappresentante dal collegamento autostradale - spiega Alessandro Giannasi -. Di fatto per un autotrasportatore significa un costo aggiuntivo a viaggio pari a 31 euro, poiché a tanto ammonta il costo del pedaggio andata-ritorno per la tratta in questione. Una spesa che difficilmente può essere assorbita dalla committenza e che quindi ricade totalmente sulla singola impresa di autotrasporto. Parliamo di una strada ex Statale, oggi Regionale, che - tolti i periodi estivi - non accoglie una mole di traffico tale da imporre un divieto simile, ma qualora la Prefettura ritenesse necessario un simile provvedimento per la sicurezza stradale, allora occorrerebbe prevedere parallelamente ristori e rimborsi per l'unica categoria penalizzata da tale decisione'. 'Chi effettua viaggi all'estero sa benissimo che l'obbligare gli autotrasportatori ad utilizzare l'autostrada in presenza di strade a grande scorrimento alternative non è pensabile - aggiunge Marco Panattoni -. In Francia e in altri Paesi europei semplicemente non sarebbe consentito. Anche per questo un simile provvedimento, applicato di fatto tutto l'anno su una strada regionale così importante per la Toscana, aprirebbe un precedente grave nel nostro Paese. Se le carenze infrastrutturali italiane rendono transitabili dagli autocarri solo le autostrade, anche nei periodi di traffico regolare non drogato dallo spostamento dei vacanzieri, allora il Governo ne prenda atto e consenta agli autotrasportatori di ottenere le necessarie compensazioni economiche'.
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