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A casa di Armony, note e visioni di un musicista di talento

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La techno, Battiato e il rap. Le influenze più disparate e tanti progetti in ballo


A casa di Armony, note e visioni di un musicista di talento
Compositore, produttore, dj, Armony è certamente uno dei musicisti più interessanti e creativi in circolazione; vive a Modena in un luogo segreto dove mi ha accolto per una piacevole chiacchierata sorseggiando dell'ottimo tè.

Partiamo dall'inizio, raccontami il tuo primo contatto con la musica.
Ho iniziato cantando in casa sopra i dischi di mia madre, soprattutto i cantautori, in particolare Fabrizio De Andrè. Poi cantavo alle recite scolastiche e in chiesa. Devo molto a mia madre che mi ha trasmesso la passione per la musica, soprattutto l'aspetto poetico delle canzoni. Poi il primo vero approccio con gli amici sono state le serate, quando andavamo a ballare quella che chiamavamo techno minimale, da lì abbiamo iniziato a suonare tutti i pomeriggi. Tantissimi dj set e concerti mentre anche noi cominciavamo ad organizzare feste, al Jam o alle Scuderie.



Chi sono stati i tuoi primi idoli musicali?
Nomi piuttosto sconosciuti, mi piaceva molto Marc Houle poi Stephan Bodzin, c'è stato un periodo nel quale andavamo sempre al Cocoricò; probabilmente eravamo gli unici sani, ma mi ci trovavo bene. Andavamo là per ballare e divertirci, il resto non ci interessava. Ti dirò che è un tipo di musica che ascolto ancora, mi piace suonarla, ora cerco quella più contaminata. Della scena attuale amo Daphniche è poi Caribou, uno molto 'malato', uno eclettico.

Quando hai iniziato ad ascoltare anche altri generi musicali?
I cantautori ci sono sempre stati, in parallelo, i testi più poetici li ho trovati sempre solo lì. Poco dopo è scoppiato il rap, abbiamo incontrato nuove compagnie, con l'hip-hop eravamo un bel gruppo, tutti fomentati. Direi la cosa più forte e vissuta, facevamo parte di un movimento. Quel periodo mi ha dato tanto, ho visto un sacco di concerti, giravamo spesso.

Quali sono stati i concerti rap che ti hanno segnato di più?
Noyz Narcos al Link, abbiamo iniziato col TruceKlan, all'epoca avevamo un gruppo, Killa Korpe ci piaceva molto il rap hardcore.

Rap americano?
Jazzmatazz di Guru, gli Onyx che ho visto a Bologna, il Wu-Tang, visti a Roma, il primo lp di Nas,ma l'ho sempre ascoltato meno di quello italiano. Ho visto tantissimi concerti del Colle der Fomento, ne ricordo uno al Guernica dove non funzionava l'impianto e Danno, mostro, è rimasto sul palco; poi mi piacciono molto Kaos e Neffa.

Qual è il tuo disco di rap italiano preferito?
Direi 'Anima e ghiaccio' del Colle der Fomento, il disco perfetto; SxM dei Sangue Misto è un disco potente ma 'Anima e ghiaccio' era il disco giusto in quel momento della mia vita.

Le battaglie di freestyle ti piacciono?
Sono divertenti, ma dopo un po' mi rompo; la troppa competizione, l'ego di molti rappers mi stanca.

Come nasce l'amicizia e la collaborazione con Koru?
Le nostre compagnie si frequentavano, poi ho scoperto che lui scriveva; l'ho visto tante volte fare freestyle, parlavamo di rap. Abbiamo iniziato a lavorare insieme con Killa Korp, abbiamo realizzato due dischi, uno dove eravamo in sei, l'altro solo Korue Snotty (Alessandro Marzullo) con cui curavo le produzioni. Koru ha iniziato a fare live coi musicisti ma siamo sempre in contatto, mentre gli altri hanno smesso. Con Koru mi piace ancora lavorare, mi piace molto come rapper, siamo molto legati.

L'anno scorso è uscito 'Il posto che ho', quando il prossimo singolo con Koru?
A breve, molto a breve. Poi vediamo, abbiamo alcune idee.

Ascolti anche black music classica, jazz o blues, per esempio.
Per tanto tempo ho suonato funk e soul nei locali; nel jazz non mi sono mai addentrato molto. Ultimamente ascolto anche musica classica, un mondo diverso, altra roba. Come compositori moderni, Sakamoto.

Altri progetti in ballo?
Sto facendo diverse cose, produzioni techno, elettronica, collaboro con Davide Pancetti, lui è un grande compositore, suona il mandolino e per il mio gusto fa cose davvero assurde, io lo accompagno col piano o con l'elettronica. Abbiamo la fortuna di avere gusti molto simili, a proposito di elettronica, mi piacerebbe tornare a suonarla dal vivo. Mi interessa molto anche il discorso musica e immagine, ho lavorato con Valeria Lodesani un'artista di Modena che ha curato il mio nuovo video 'Attraverso', appena pubblicato su YouTube. Avevo già la traccia e un'idea del video, con Valeria abbiamo realizzato lo stop motion in una notte, direi che il risultato sia molto interessante. La mia musica è molto evocativa, il rapporto con l'immagine, i video credo sia naturale.

Stai lavorando anche a tuoi progetti personali?
Sì, è tornata anche la voglia di cantare, a breve farò qualcosa.

Pensi di usare pseudonimi?
Non amo molto queste cose, ma non lo escludo. Ma Armony è un nome d'arte molto riconoscibile, non so se ha senso usare altri nomi.

Ti piacerebbe fare qualcosa come cantautore classico?
L'idea non mi dispiace, però la parola cantautore richiama un immaginario forse un po' limitato, io amo farmi contaminare. In questo periodo sono folgorato da Franco Battiato, una cosa potentissima negli ultimi anni.

Dimmi della tua passione per Battiato?
Franco Battiato unisce la canzone alla musica classica e la sua musica è un ponte accessibile a tutti per esplorare dimensioni più intime e metafisiche che con la musica classica sono spesso precluse a molti.
Stefano Soranna


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