La religione cristiana non incute timore a nessuno, non esiste il pericolo che qualche fondamentalista ti attenda sotto casa per tagliarti la gola, e allora ognuno può procedere tranquillamente in operazioni blasfeme, nella speranza che possano attirare attenzione e accreditare la mediocrità della loro esibizione. Pare che, ormai, la televisione di Stato abbia deciso d’abbandonare il ruolo di servizio pubblico e l’aspetto “comico”, se così si può definire, è che la Rai vive con le nostre tasse con pagamento “coatto” e compie scelte che avrebbero difficoltà ad essere accettate da una televisione commerciale, costretta a “stupire” per trovare ascolto e pubblicità, mentre il gruppo Mediaset e La7 tenta di fornire contenuti culturali e d’approfondimento. Oramai il mondo gira al contrario.
In quanto all’aspetto artistico in sé, chi vive d’arte e l’ha eletta a mestiere o passione sa che quando si ha veramente qualcosa da dire, non è necessario 'provocare', 'dissacrare'... questo è il mezzo di chi non ha nulla da proporre e inganna il pubblico e se stesso. Prendete ad esempio “The field of Dead”, dalla cantata “Alexander Newskij” di Prokof’ev, solo per citare un esempio di musica d’uso, costruita per l’immagine, per l’omonimo film di Eisenstaein: orchestra rarefatta, principalmente archi, una melodia semplice... poche note... eppure tu percepisci la disperazione di una giovane donna che cammina sul campo di battaglia alla ricerca del suo amato e sperare che, seppure ferito, sia ancora in vita. In questo caso abbiamo la genialità di un compositore e il suo sincero sentire; nel caso di Achille Lauro, dite voi…
Massimo Carpegna

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