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CosìAchille Lauro a Sanremo offende milioni di cristiani

CosìAchille Lauro a Sanremo offende milioni di cristiani

Eppure ognuno può procedere tranquillamente in operazioni blasfeme, nella speranza che possano attirare attenzione...


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Grande scandalo – con raccolta firme per petizione contro il cantante Achille Lauro – in seguito alla sua performance al Festival di Sanremo nella quale ha compiuto sul palcoscenico dell’Ariston il gesto simbolico del battesimo. Questo il testo inviato da alcuni cittadini all’Amministratore Delegato RAI, Carlo Fuortes e ad Alberto Barachini, presidente della Commissione di Vigilanza Rai: “La performance di Achille Lauro ha profondamente offeso me, la mia fede e quella di milioni di miei concittadini cristiani. Rimaniamo sconcertati della decadenza dei contenuti e degli ospiti promossi dal festival di Sanremo, il festival di tutti, finanziato con il canone di tutti! Ci aspettavamo un festival della canzone, ed invece ci siamo trovati costretti ad assistere all'ennesimo spettacolo blasfemo.Tutto ciò non è più tollerabile. Chiediamo che vengano presi immediati provvedimenti nei confronti del direttore artistico Amadeus e che Achille Lauro venga squalificato dal festival di Sanremo”.

La religione cristiana non incute timore a nessuno, non esiste il pericolo che qualche fondamentalista ti attenda sotto casa per tagliarti la gola, e allora ognuno può procedere tranquillamente in operazioni blasfeme, nella speranza che possano attirare attenzione e accreditare la mediocrità della loro esibizione.
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Pare che, ormai, la televisione di Stato abbia deciso d’abbandonare il ruolo di servizio pubblico e l’aspetto “comico”, se così si può definire, è che la Rai vive con le nostre tasse con pagamento “coatto” e compie scelte che avrebbero difficoltà ad essere accettate da una televisione commerciale, costretta a “stupire” per trovare ascolto e pubblicità, mentre il gruppo Mediaset e La7 tenta di fornire contenuti culturali e d’approfondimento. Oramai il mondo gira al contrario.

In quanto all’aspetto artistico in sé, chi vive d’arte e l’ha eletta a mestiere o passione sa che quando si ha veramente qualcosa da dire, non è necessario 'provocare', 'dissacrare'... questo è il mezzo di chi non ha nulla da proporre e inganna il pubblico e se stesso. Prendete ad esempio “The field of Dead”, dalla cantata “Alexander Newskij” di Prokof’ev, solo per citare un esempio di musica d’uso, costruita per l’immagine, per l’omonimo film di Eisenstaein: orchestra rarefatta, principalmente archi, una melodia semplice... poche note... eppure tu percepisci la disperazione di una giovane donna che cammina sul campo di battaglia alla ricerca del suo amato e sperare che, seppure ferito, sia ancora in vita. In questo caso abbiamo la genialità di un compositore e il suo sincero sentire; nel caso di Achille Lauro, dite voi…

Massimo Carpegna
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