Questo è quanto accade, immancabilmente, ogni qualvolta si osi anche solo sfiorare il tema dell'omosessualità. Ma il bello è che stavolta l'omosessualità non è il fulcro della questione, ma solo il catalizzatore: perché la Schlein punta in alto e cerca concetti forti. E il concetto che ha voluto riesumare, nell'intervista dalla Bignardi, è quello dell'ideologia della libertà sessuale di matrice sessantottina: di aver 'amato tanti uomini e amato tante donne' - con quel 'tanti' ben sottolineato - per giungere a un amore, quello attuale, che 'durerà finché lei mi sopporta'. Non è di certo la descrizione dell'amore che fa Alberoni in 'Innamoramento e Amore' - libro che più di tutti ha delineato il tramonto delle idee sessantottine e il passaggio all'era del Mulino Bianco. Tutt'altro.
Ma chiunque in quello studio avesse anche solo osato borbottare 'un po' frivola 'sta ragazza, che comunque ha 35 anni' avrebbe inevitabilmente fatto un frontale contro il tram dell'antiomofobia. Un po' come con Achille Lauro. Che fino a pochi mesi fa era noto ai più per i cazzotti in faccia tirati ai giovani spettatori durante i suoi concerti e agli insulti ai carabineri. Ma che dopo un paio di baci in bocca al suo manager, e sguardi profondi e assenti, potrebbe essere già in nomination per il nobel della pace.
Avremmo scritto volentieri anche di politica. Ricordando a Sabattini che gli ex DC sono finiti nel centrosinistra, dopo tangentopoli, solo ed esclusivamente per avere delle poltrone. Continuando a fare la politica dei due forni - anche oggi, eleggendo la Pigoni, la Maletti e quasi anche Boschini. Che non se la devono prendere troppo se Bonaccini ha sacrificato la Costi pur di non avere un pericoloso cattodem in più in Consiglio. E che devono invece essere grati a Dio se la sinistra ci ha messo 25 anni prima di capire che quelle poltrone può tranquillamente tenersele. E che di Renzi, Calenda e compagnia orante, sempre pronti a mettere tutto inutilmente in discussione, può fare a meno la politica intera.
Eli Gold



