La storia ha una data e un luogo di nascita, 1881 a Parigi, un pittore dilettante, senza particolare talento, Rodolphe Salis, apre il suo locale 'Lo Chat Noir' in Boulevard de Rochechouart, 84; la sua idea era di creare un caffè 'dove i gentiluomini, i borghesi e i contadini sarebbero stati invitati a bere l'assenzio e l'hypocras in coppe d'oro.' Salis definì il suo locale 'cabaret artistique'.
In Italia? In forte ritardo, ci eravamo andati vicinissimi con la Scapigliatura e il Futurismo, c'è stato il caffè concerto (nato a Napoli nel 1890), i tabarin (progenitori dei night club), poi con l'arrivo del cinema appaiono avanspettacolo e rivista, aggiungiamo Petrolini, Rodolfo De Angelis, Angelo Cecchelin, le riviste satiriche, Guareschi, Flaiano, Campanile. Nel secondo dopoguerra? Nasce la commedia musicale di Garinei e Giovannini, tra il 1951 e il 1953 l'esperienza del Teatro dei Gobbi, il trio Fo - Parenti - Durano a Milano, La Borsa di Arlecchino a Genova (ci passarono Paolo Villaggio e Carmelo Bene); poi a Milano arriva il Santa Tecla, nel 1960 La Muffola di Velia e Tinin Mantegazza, spazio espositivo dove durante le mostre ospitavano performance artistiche, l'Intra's Derby Club, il Nebbia Club, il Lanternin, il CAB 64 e poi nel 1966 il Derby con la direzione artistica di Enzo Jannacci e gli artisti del Gruppo Motore (Cochi e Renato, Lino Toffolo, Felice Andreasi, Bruno Lauzi). Tutta (o quasi) questa storia dal fascino unico la trovate nel libro di Flavio Oreglio, L'Arte Ribelle (Sagoma Editore) e nell'intervista video qui sopra.
Stefano Soranna

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