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Lo spirito del cabaret, incontro con Flavio Oreglio

Lo spirito del cabaret, incontro con Flavio Oreglio

Storie e personaggi da Parigi a Milano, dallo Chat Noir al Derby, dagli Idropatici al Gruppo Motore


2 minuti di lettura

Che cos'è il cabaret? Il comico è un cabarettista? Partiamo da queste due semplici ma fondamentali domande; da troppo tempo pubblico e addetti ai lavori hanno le idee confuse; qualcuno doveva fermarsi un attimo, iniziare a studiare, creare un archivio unico nel suo genere, scrivere un libro e raccontare tutta la verità sull'arte ribelle. Chi ha fatto e continua a fare tutto questo è Flavio Oreglio, noto al grande pubblico per le performance a Zelig con le sue poesie catartiche; Flavio sta raccogliendo e archiviando del materiale strepitoso. Il luogo fisico dove tutto questo sta avvenendo è l'Archivio Storico del Cabaret Italiano a Peschiera Borromeo, in provincia di Milano; ho avuto la fortuna di incontrare Flavio in quello spazio, con me l'amico Francesco Russo e Marco Amendola, bravissimo videomaker.



La storia ha una data e un luogo di nascita, 1881 a Parigi, un pittore dilettante, senza particolare talento, Rodolphe Salis, apre il suo locale 'Lo Chat Noir' in Boulevard de Rochechouart, 84; la sua idea era di creare un caffè 'dove i gentiluomini, i borghesi e i contadini sarebbero stati invitati a bere l'assenzio e l'hypocras in coppe d'oro.' Salis definì il suo locale 'cabaret artistique'.

In Italia?
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In forte ritardo, ci eravamo andati vicinissimi con la Scapigliatura e il Futurismo, c'è stato il caffè concerto (nato a Napoli nel 1890), i tabarin (progenitori dei night club), poi con l'arrivo del cinema appaiono avanspettacolo e rivista, aggiungiamo Petrolini, Rodolfo De Angelis, Angelo Cecchelin, le riviste satiriche, Guareschi, Flaiano, Campanile. Nel secondo dopoguerra? Nasce la commedia musicale di Garinei e Giovannini, tra il 1951 e il 1953 l'esperienza del Teatro dei Gobbi, il trio Fo - Parenti - Durano a Milano, La Borsa di Arlecchino a Genova (ci passarono Paolo Villaggio e Carmelo Bene); poi a Milano arriva il Santa Tecla, nel 1960 La Muffola di Velia e Tinin Mantegazza, spazio espositivo dove durante le mostre ospitavano performance artistiche, l'Intra's Derby Club, il Nebbia Club, il Lanternin, il CAB 64 e poi nel 1966 il Derby con la direzione artistica di Enzo Jannacci e gli artisti del Gruppo Motore (Cochi e Renato, Lino Toffolo, Felice Andreasi, Bruno Lauzi). Tutta (o quasi) questa storia dal fascino unico la trovate nel libro di Flavio Oreglio, L'Arte Ribelle (Sagoma Editore) e nell'intervista video qui sopra.
Stefano Soranna
Foto dell'autore

Mi occupo di comunicazione e pubblicità da un po' di tempo. Su La Pressa scrivo di musica, libri e di altre cose che mi colpiscono quando sono in giro o che leggo da qualche parte. La mia passi...   

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