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Alimentare, accordo sul contratto: stop a mobilitazione

Alimentare, accordo sul contratto: stop a mobilitazione

Sono arrivate ieri a 13 su 13 le associazioni industriali del settore alimentare che hanno firmato coi sindacati il preaccordo nazionale per il 2020


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Sono arrivate ieri a 13 su 13 le associazioni industriali del settore alimentare che hanno firmato coi sindacati il preaccordo nazionale per il 2020, verso la trattativa vera e propria per il rinnovo del contratto nazionale. Cosi', la mobilitazione sindacale sfuma. Con Fla-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil hanno firmato Unione Italiana Food (multinazionali, come Granarolo, e pastifici), Assobirra, Ancit (tonno), Mineracqua, Assocarni (macelli, come Inalca), Assica (salumifici, come Grandi Salumifici Italiani), Anicav (conserve vegetali), Assalzoo (alimenti zootecnici), Assitol (industria olearia), Assobibe (come Coca-Cola), Assolatte (come Parmareggio) e Federvini, Italmopa (mulini). A queste si aggiunge Una Italia (Gruppo Aia). Sui nuovi minimi contrattuali, l'aumento mensile, di 21,43 euro in media, viene riconosciuto con gli arretrati dalla mensilita' di dicembre 2019 e per tutte le mensilita' del 2020. In ogni caso, segnalano le categorie sindacali confederali, viene annullato per tutte le aziende del settore dell'industria alimentare il blocco degli straordinari e delle flessibilita' iniziato il 13 maggio.

'Il preaccordo nazionale per il 2020- spiega Marco Bottura della Flai di Modena- e' stata la soluzione concordata tra sindacati e imprese alimentari per andare incontro alle esigenze dei lavoratori del settore e per permettere una continuazione della trattativa meno condizionata dall'emergenza sanitaria'. Aggiunge il sindacato modenese: 'Com'e' noto il settore alimentare, durante l'emergenza Covid, ha continuato l'attivita'. Ci sono stati forti rallentamenti nell'export e nei consumi extradomestici, ma in molte aziende si e' invece dovuto fare un pesante ricorso al lavoro straordinario per rifornire la grande distribuzione. La campagna #EssenzialiSempre ha sottolineato che i lavoratori non possono essere considerati essenziali sono nel momento dell'emergenza ma anche nel momento di riconoscere i loro diritti, in questo caso i diritti contrattuali di una giusta retribuzione e di un giusto contratto'.

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