Al bar e al ristorante, in media, due scontrini su tre sono irregolari e aumentano i casi di evasione totale, sempre più frequenti nel caso di case vacanza e B&b. E' quanto emerge da un'indagine dell'Adnkronos, effettuata con la collaborazione di diverse associazioni dei consumatori sul territorio. Si tratta dell'evasione fiscale quotidiana, quella fatta di caffè pagati direttamente al banco senza passare per la cassa e di conti scritti a penna, magari su una tovaglia carta, nella pizzeria dietro casa.
Un fenomeno che l'estate, con il volume di affari che cresce, tende ad accentuarsi rispetto agli altri periodi dell'anno. In un mese di monitoraggio, dal 25 giugno al 25 luglio, risultano non in regola con le ricevute fiscali il 64% degli esercizi commerciali. La stessa rilevazione, prima della scorsa estate, aveva fatto registare il 54% di irregolarità. A testimonianza che la tendenza si consolida di anno in anno.
Nei casi di mancata emissione dello scontrino o della ricevuta è prevista una specifica sanzione solo per il commerciante e non in capo al cliente. La Guardia di Finanza, nel più ampio contesto della lotta all'evasione fiscale, si avvale dei poteri conferiti dalla legge per contrastare tutti quei comportamenti non conformi alle regole imposte dal legislatore (mancato rilascio, emissione irregolare).
E' buona prassi che il cliente chieda sempre l'emissione del regolare documento fiscale. Oltre a richiedere il documento a fronte del pagamento effettuato, dovrebbe controllare anche l'esattezza dei dati fiscali riportati su tali documenti. Importante è verificare che l'importo corrisposto sia lo stesso riportato sul documento fiscale.
Esistono operazioni per le quali è previsto l'esonero dell'emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale, quali, ad esempio, le cessioni di tabacchi, di carburanti per l'autotrazione, di giornali e beni mediante distributori automatici funzionanti a gettone o a moneta.


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