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'Bretella? Diventata scandalistica, pensiamo alla competitività'

'Bretella? Diventata scandalistica, pensiamo alla competitività'

Il Presidente di Confindustria ceramica Giovanni Savorani: 'Sui costi di produzione e del lavoro dobbiamo recuperare la competitività perduta a vantaggio di competitor come la Spagna


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Per la prima volta il tema della Bretella, se si legge tra le righe dei discorsi fatti, e non fatti, nell'appuntamento con Mario Draghi, in visita alla ceramica Atlas di Spezzano di Fiorano come simbolo del distretto ceramico, emerge non come centrale, nemmeno di facciata, nei discorsi sul rilancio e della competitività del distretto: un distretto che nonostante l'attesa per una infrastruttura che dura da 30 anni, è riuscito a rimanere leader mondiale, con il 90 per cento della produzione di ceramica italiana, superando i 4 miliardi di euro.

Nell'elenco e delle priorità e delle criticità che il Presidente di Confindustria ceramica Giovanni Savorani ha illustrato alla platea di autorità e di imprenditori seduti nel parco della villa di via Canaletto insieme al Premier Draghi, e che identifica la causa di una costante perdita di competitività rispetto ai concorrenti più diretti per geografia e dimensione come la Spagna e, più di recente, la Polonia, quello del collegamento autostradale emerge come sì importante ma non più fondamentale. “La bretella autostradale Campogalliano – Sassuolo consentirebbe di ottimizzare ulteriormente il trasporto su ferrovia, che già ora copre il 23% del totale movimentato, contro una media nazionale del 9%” - afferma al microfono, sul palco.

Ma è quando lo stesso presidente esce dalla formalità del discorso preparato e a nostra domanda, al termine dell'evento, che afferma: 'Preferirei non parlare della Bretella.
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Dopo tanti anni è diventato un argomento quasi scandalistico. Certo la mancanza di un collegamento autostradale per un distretto come questo pesa, ma pesano tanti fattori. Costo del lavoro, superiore al 40% rispetto alla media spagnola, costo delle materie prime, limiti nelle emissioni che penalizzano le nostre aziende nonostante i nostri enormi sforzi. Negli ultimi anni il distretto ceramico ha investito due miliardi di euro nella riduzione delle emissioni di C02 e ancora oggi veniamo multati o denunciati penalmente per lo sforamento minimo di limite che sono un decimo di quelli medi delle aziende spagnole. Su questi punti chiediamo uno sforzo del governo per ridurre quel gap di competitività che ha portato a perdere 100 milioni di metri quadrati di piastrelle commercializzate che sono andate a finire nei volumi della Spagna'. Come dire se la Bretella arriva, bene, ma per ora, subito, è meglio puntare a provvedimenti immediati per la riduzione dei costi di produzione.

Domande e risposte con il Presidente Savorani al termine dell'evento



Alla domanda sul blocco dei licenziamenti, Savorani è perentorio: 'E' un problema che riguarda altri settori.
Nel nostro non si licenzia, anzi semmai il problema è il contrario, ovvero la difficoltà di reperire figure specializzate'

Il discorso con i punti sulle criticità e le richieste del Presidente di Confindustria Ceramica al premier Mario Draghi



Il Presidente dell’Associazione Giovanni Savorani ha delineato la fotografia del settore ceramico: “4,4 miliardi di euro di esportazioni l’anno scorso e la capacità, già nel primo trimestre del 2021, di recuperare il calo subito lo scorso anno. Il settore si compone di 20.000 addetti diretti e altrettanti nell’indotto e concentra in Emilia Romagna il 90% della produzione nazionale. Negli ultimi venti anni la produzione italiana è calata di 200 milioni di mq., circa gli stessi volumi incrementati dagli spagnoli, nostri principali competitor sui mercati internazionali”.

Savorani ha sottolineato come non esista un unico fattore che spieghi questo calo, ma la presenza di una serie di cause concomitanti che hanno frenato la competitività delle imprese italiane. Primo fra tutti il costo del lavoro - dovuto al cuneo fiscale che penalizza imprese e lavoratori - che in Spagna è del 40% più basso, a cui va aggiunto il gap infrastrutturale di un distretto che movimenta ogni anno 18 milioni di tonnellate tra
materie prime e prodotti finiti.

Da ultimo Giovanni Savorani ha chiesto una revisione delle linee guida europee per l’ETS, che consenta all’industria ceramica di rientrare dei costi indiretti sull’energia e che elimini le distorsioni presenti, come la speculazione finanziaria che ha portato il costo della tonnellata di CO2 dai 19 euro di novembre ai 54 euro di oggi. Il Presidente Giovanni Savorani ha concluso ricordando l’edizione di settembre di Cersaie, “la prima fiera internazionale dedicata all’architettura ed al design fatta in Italia dalla ripartenza, dove già oggi il 95% degli spazi disponibili è stato opzionato”.

Gi.Ga.
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