La quarantesima terza edizione di Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l'Architettura e dell'Arredobagno, ha preso ufficialmente il via nel quartiere espositivo di BolognaFiere. L'evento si è aperto in un clima di forte determinazione industriale, accogliendo quasi seicento espositori provenienti da ben ventiquattro Paesi, distribuiti su una superficie espositiva imponente. Il tradizionale taglio del nastro ha ceduto rapidamente il passo a una delle assemblee più calde e attese degli ultimi anni, il convegno internazionale intitolato 'Energia sostenibile per la competitività', moderato dalla giornalista Monica Maggioni. All'interno dell'Europauditorium si sono confrontati i principali vertici dell'economia e delle istituzioni nazionali per tracciare il futuro di un comparto strategico, capace di generare un fatturato da sette miliardi e mezzo di euro e di dare lavoro a circa quarantamila addetti.
Al centro del dibattito politico è emersa la forte preoccupazione per la tenuta del settore ceramico di fronte ai rigidi vincoli della transizione ecologica imposti da Bruxelles. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha preso una posizione netta e priva di diplomazia nei confronti delle attuali normative europee sulle emissioni, definendo l'attuale sistema ETS come un vero e proprio meccanismo infernale che rischia di gonfiare artificialmente il costo dell'energia e di penalizzare le realtà produttive più virtuose del nostro Paese. Secondo Urso, l'Europa ha il dovere morale e strategico di riformare radicalmente questo impianto per renderlo finalmente aderente alla realtà manifatturiera. Il ministro ha ricordato come le aziende del distretto abbiano già investito ingenti risorse nell'efficientamento e nella riduzione dell'impatto ambientale, ammonendo che il percorso verso la decarbonizzazione non può e non deve trasformarsi in una deindustrializzazione forzata.
A fare eco a queste dichiarazioni è stato il ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il PNRR, Tommaso Foti, il quale ha confermato l'impegno stringente del governo italiano nel portare avanti una linea di forte pragmatismo nelle sedi comunitarie. Foti ha assicurato che l'esecutivo manterrà un ruolo attivo e propositivo a Bruxelles per difendere le specificità delle imprese energivore che costituiscono l'ossatura del Made in Italy, ribadendo che la transizione energetica debba essere guidata dal principio fondamentale della neutralità tecnologica, senza subire preclusioni ideologiche.
La giornata inaugurale di questa edizione di Cersaie ha evidenziato una convergenza di intenti tra il mondo industriale, rappresentato dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini e dal leader di Confindustria Ceramica Augusto Ciarrocchi, e i rappresentanti dello Stato. Anche l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha condiviso la necessità di un'azione strutturale per calmierare i prezzi energetici e tutelare i margini operativi della filiera. Quella che è nata come la più importante vetrina mondiale del design, dell'innovazione materica e dell'arredo bagno si è trasformata, sin dalle sue prime battute, in un autorevole palcoscenico politico dal quale l'Italia ha lanciato un messaggio di compattezza e una richiesta di flessibilità economica all'Unione Europea, mentre i padiglioni della fiera si preparano a vivere i successivi giorni di esposizione commerciale e culturale.



