Il documento
'Incontro del 3 agosto: nessuna proposta di mediazione, nessun confronto, nessun rispetto' - si legge nel comunicato sindacale. 'Il 3 agosto si è svolto l'incontro richiesto unitariamente da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil a seguito del mandato ricevuto dalle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori e dell'apertura dello stato di agitazione. Alla riunione erano presenti, per la parte aziendale, Carlo Alberto Rossi, Luca Puccini, Mattia Monduzzi Donazzi e Maria Cristina Allegretti. Il grande assente è stato però proprio il presidente di Lapam, Daniele Mazzini, al quale avevamo formalmente richiesto l'incontro. Un'assenza che riteniamo particolarmente grave, non solo perché il confronto era stato espressamente richiesto alla presidenza, ma anche perché nessuno ha ritenuto informare preventivamente le organizzazioni sindacali della sua mancata partecipazione'.'Nel corso dell'incontro il segretario generale Carlo Alberto Rossi ha fornito, nell'arco di pochi minuti, motivazioni tra loro differenti e difficilmente conciliabili per giustificare tale assenza: dapprima che il presidente non aveva ritenuto di partecipare, poi che il presidente non dispone di poteri decisionali (ci domandiamo, neanche di rappresentanza politica visto che il tavolo a cui avevamo chiesto di presenziare è un tavolo politico e che la stessa dirigenza Lapam ha dichiarato più volte che i posizionamenti espressi fossero dettati da motivazioni politiche), successivamente che si trattava di un fraintendimento e, infine, che il Presidente era in ferie. Una sequenza di giustificazioni che non può che aumentare il rammarico per un comportamento che consideriamo irrispettoso nei confronti delle lavoratrici, dei lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali - continua il comunicato sindacale interno -. Le organizzazioni sindacali hanno espresso con forza la gravità di quanto accaduto. Quando centinaia di dipendenti manifestano preoccupazione, quando viene aperto uno stato di agitazione e quando si richiede un confronto diretto con la presidenza dell'Associazione, ci si aspetta disponibilità all'ascolto e assunzione di responsabilità. Nulla di questo è avvenuto. L'incontro, infatti, si è concluso in tempi molto brevi senza alcun passo avanti.
'Dopo la pausa estiva, riprenderemo un nuovo giro di assemblee in tutti i luoghi di lavoro, durante le quali illustreremo nel dettaglio quanto accaduto nell'incontro del 3 agosto, condivideremo gli
sviluppi della vertenza e valuteremo insieme alle lavoratrici e ai lavoratori le iniziative da intraprendere. In questi mesi abbiamo raccolto numerose segnalazioni che descrivono un clima di crescente stress, disagio e malessere organizzativo. Si tratta di elementi che non possono essere ignorati e che continueremo a portare all'attenzione dell'azienda in ogni sede. Riteniamo inoltre che anche i soci dell'Associazione abbiano diritto di conoscere come vengono gestite le relazioni con il personale e con le organizzazioni sindacali, quali siano le condizioni in cui operano quotidianamente molte lavoratrici e molti lavoratori e quale sia il livello di attenzione che l'attuale governance dedica a queste problematiche'.
'Ci viene inoltre riferito che continuino a circolare informazioni parziali, ricostruzioni strumentali dei fatti e interpretazioni che non corrispondono alla realtà della vertenza.
Seguiranno dopo la pausa estiva il calendario delle assemblee e gli aggiornamenti sulle iniziative sindacali'.
La vertenza
Come ci ha confermato una figura di primo piano di Lapam, l'oggetto del contendere è la netta contrarietà di Rossi e del suo vice Puccini ad applicare il contratto commercio e terziario sottoscritto da Confcommercio e che la stessa 'sorella' Cna applica da anni ai propri dipendenti. 'Sono in ballo milioni di euro di risparmio sul costo del lavoro fino ad ora garantiti dal contratto collettivo siglato unilateralmente da Cisl' - ci conferma la nostra fonte - 'e la conseguente possibilità di praticare condizioni contrattuali molto aggressive per i servizi erogati alle imprese artigiane'.La fine della luna di miele tra Lapam e Cisl ha portato dunque con sè il ricompattamento del fronte sindacale e l'impossibilità di continuare ad utilizzare un contratto decisamente meno oneroso di quello che del commercio e terziario.
È sempre la nostra fonte a rivelarci che gli stessi vertici di Lapam hanno più volte tentato negli ultimi mesi di convincere, senza riuscirci, i 650 collaboratori oltre che i sindacati, dell'opportunità di sottoscrivere il contratto collettivo dei grafici: 'un contratto che nulla ha a che vedere con l'attività di assistenza alle imprese, con meno garanzie, retribuzioni più basse ma soprattutto meno costi per l'azienda'.
Inutile dire che per un'associazione che pubblicamente si è sempre dichiarata contro l'utilizzo dei cosiddetti contratti 'pirata' e che non ha esitato a sottoscrivere patti e protocolli, è curioso che - stando alla denuncia dei sindacati - al proprio interno si irrigidisca evitando di applicare le condizioni contrattuali del settore e sottoscritte dalle altre associazioni di categoria.
G.Leo.




