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Modena, dopo la fuga di Minganti, Mezzetti dice basta alle sperimentazioni: ipotesi Roberto Solomita

Modena, dopo la fuga di Minganti, Mezzetti dice basta alle sperimentazioni: ipotesi Roberto Solomita

Il nome di Solomita consentirebbe a Mezzetti di avere finalmente un uomo di esperienza e fidato per completare quella riorganizzazione della macchina comunale ancora non ultimata


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La scelta di Lorenzo Minganti come direttore generale era indubbiamente stata una scommessa per il neo sindaco di Modena Massimo Mezzetti. Un modo per prendere le distanze dalla palude dei soliti noti modenesi e per dare un respiro meno provinciale alla propria amministrazione. Sulla carta Minganti aveva le carte in regola per rispondere a una logica di discontinuità col passato (anche geografica), ma l'esperimento di Mezzetti - a differenza di altri - non ha portato i risultati sperati. Dopo un anno il direttore generale con esperienza da sindaco e da dirigente Hera se ne va per approdare al Tar e Mezzetti - di fronte alla necessità impellente di serrare le fila negli ultimi due anni di mandato - potrebbe decidere di dire basta alle sperimentazioni.

Dopo aver dato ad interim il compito di sbrigare le pratiche correnti al dirigente Maria Sergio (incomprensibile a riguardo il silenzio dell'assessore M5s alla legalità Vittorio Ferraresi, incapace di spiegare i suoi passati pesantissimi attacchi alla stessa Sergio), il primo cittadino sembra intenzionato ad affidarsi alla scelta più solida e sicura in campo.
Al momento infatti l'ipotesi più accreditata per il ruolo di direttore generale risponde al nome dell'attuale capo di gabinetto Roberto Solomita.
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Solomita, del resto, ha un profilo che potrebbe consentirgli di ricoprire l'incarico di direttore generale: prima dell'approdo a Modena è già stato funzionario comumale e Capo di gabinetto a Soliera, maturando una conoscenza diretta della amministrativa e del rapporto tra politica e struttura.
Ma, al di là dei tecnicismi, è evidente che il nome di Solomita consentirebbe a Mezzetti di avere finalmente un uomo di esperienza e fidato per completare quella riorganizzazione della macchina comunale promessa, sulla carta realizzata ma ancora non ultimata nei fatti: da un lato conformandola al preciso indirizzo politico del primo cittadino dall'altro cercando di superare le lacune mostrate in alcuni settori, a partire dal tema molto concreto delle manutenzioni.

Non solo. Sul fronte politico Roberto Solomita, 50 anni, ex sindaco di Soliera, laureato in Scienze politiche, è stato l'ultimo vero segretario del Pd modenese prima della reggenza di Stefano Vaccari, del pasticcio Reggianini e del dualismo Lenzini-Paradisi. Ultimo vero uomo di sintesi in casa Dem, aveva dimostrato una capacità di apertura inedita per la roccaforte politica del Sistema Modena, un atteggiamento che - come spesso accadde - gli era costato un prezzo alto a livello politico. Ma oggi, al di là delle consuete invidie e antipatie interne ai partiti, le vecchie ruggini hanno un peso relativo.
E' evidente che, vista la lite tra bande in casa Pd e l'incapacità palese di trovare una guida fuori dall'eterna frattura Muzzarelli-Bonaccini, il nome di Solomita non può che essere apprezzato anche da chi pensa ancora che il ruolo del primo partito della provincia di Modena non possa essere solo quello di fare da arbitro nella spartizione delle poltrone.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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