Dopo aver dato ad interim il compito di sbrigare le pratiche correnti al dirigente Maria Sergio (incomprensibile a riguardo il silenzio dell'assessore M5s alla legalità Vittorio Ferraresi, incapace di spiegare i suoi passati pesantissimi attacchi alla stessa Sergio), il primo cittadino sembra intenzionato ad affidarsi alla scelta più solida e sicura in campo.
Al momento infatti l'ipotesi più accreditata per il ruolo di direttore generale risponde al nome dell'attuale capo di gabinetto Roberto Solomita. Solomita, del resto, ha un profilo che potrebbe consentirgli di ricoprire l'incarico di direttore generale: prima dell'approdo a Modena è già stato funzionario comumale e Capo di gabinetto a Soliera, maturando una conoscenza diretta della amministrativa e del rapporto tra politica e struttura.
Ma, al di là dei tecnicismi, è evidente che il nome di Solomita consentirebbe a Mezzetti di avere finalmente un uomo di esperienza e fidato per completare quella riorganizzazione della macchina comunale promessa, sulla carta realizzata ma ancora non ultimata nei fatti: da un lato conformandola al preciso indirizzo politico del primo cittadino dall'altro cercando di superare le lacune mostrate in alcuni settori, a partire dal tema molto concreto delle manutenzioni.
Non solo. Sul fronte politico Roberto Solomita, 50 anni, ex sindaco di Soliera, laureato in Scienze politiche, è stato l'ultimo vero segretario del Pd modenese prima della reggenza di Stefano Vaccari, del pasticcio Reggianini e del dualismo Lenzini-Paradisi. Ultimo vero uomo di sintesi in casa Dem, aveva dimostrato una capacità di apertura inedita per la roccaforte politica del Sistema Modena, un atteggiamento che - come spesso accadde - gli era costato un prezzo alto a livello politico. Ma oggi, al di là delle consuete invidie e antipatie interne ai partiti, le vecchie ruggini hanno un peso relativo.
Giuseppe Leonelli


