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Illuminazione pubblica a Modena, l'inchiesta per danno erariale da 15 milioni fa tremare i dirigenti dell'era Muzzarelli

Illuminazione pubblica a Modena, l'inchiesta per danno erariale da 15 milioni fa tremare i dirigenti dell'era Muzzarelli

Rossini (Fdi): 'Sotto la guida del sindaco Muzzarelli e dell’assessore Filippi perpetrate le maggiori uscite di denaro pubblico senza benefici per i cittadini'


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Un possibile danno erariale da 15 milioni di euro per affidamenti illegittimi del servizio di illuminazione pubblica a Modena. A fotografare il clamoroso intervento della Corte dei Conti sull'attività dell'amministrazione comunale modenese, è stato nei giorni scorsi il Resto del Carlino di Modena.
La procura della Corte dei Conti ha infatti invitato sette dirigenti, funzionari e consulenti dell’amministrazione a spiegare le molteplici proroghe che dal 1997 hanno legato il Comune all'ex gestore del servizio: la municipalizzata Meta, poi confluita in Hera.
La vicenda parte dalla concessione trentennale stipulata nel 1997, per poi proseguire con il contratto di servizio con Hera Luce del quinquennio 2008-2012 e con l’accordo approvato nel 2014 per il periodo 2015-2023 dal valore di 6,4 milioni di euro all’anno. Ebbene, come ricostruisce in modo puntuale il Carlino, nel 2022 l'ex giunta Muzzarelli provò a prolungare ancora l’affidamento fino al 2027 inserendo un progetto di riqualificazione energetica. Per la magistratura contabile però le norme introdotte nel 2015 imponevano la cessazione automatica degli affidamenti diretti non conformi entro il 31 dicembre 2018.
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Il Comune avrebbe dunque dovutp procedere dal primo gennaio 2019 con una una gara a evidenza pubblica oppure con una società mista.
L’illegittimità dell'affidamento diretto è stata confermata prima dal Tar nel gennaio 2023 e poi dal Consiglio di Stato, che hanno annullato le delibere comunali sancendo la fine del contratto a inizio 2019 e costringendo l’ente a muoversi verso il mercato libero, cosa che in effetti il sindaco Mezzetti ha fatto nel luglio del 2024. Come noto nel 2025 la nuova amministrazione ha bandito una procedura aperta, aggiudicata poi alla società Edison per 30,3 milioni di euro complessivi e un canone annuo di 4,1 milioni. Scelta che ha portato un importante risparmio per le casse pubbliche rispetto alle cifre precedenti assegnate a Hera Luce.
La Corte dei conti ha stimato in circa 48,8 milioni i corrispettivi indebitamente versati tra il 2019 e il 2025, identificando un danno legato al mancato risparmio pari a 20,4 milioni di euro, cifra ridimensionata a 14 milioni e 872mila euro per la sopravvenuta prescrizione. La responsabilità contabile viene attribuita, con differenti gradi di incidenza, a sette persone, tra dirigenti, funzionari e consulenti del settore dell’illuminazione e quello dei semafori.

Il commento

'Leggiamo con sgomento la fretta con cui si sta cercando di derubricare la responsabilità politica che si palesa dietro alla notizia apparsa sulla stampa di un danno erariale conseguente alle proroghe considerate illegittime dell’affidamento del servizio di illuminazione pubblica ad Hera Luce.
Questo atteggiamento difensivo che scatta immediatamente a Modena e che ha l’evidente scopo di provare ad insabbiare fatti gravi non può più essere tollerato. Non è questo il modo di affrontare e risolvere i problemi della città che in gran sono causati dalla politica che da oltre 80 anni governa il nostro territorio e che per istinto di autoconservazione quando emerge un problema che può implicare responsabilità della parte politica prova immediatamente a scaricare la responsabilità su altri. E’ quello che sta accadendo anche sul tema dell’illuminazione pubblica'. Lo afferma Elisa Rossini, vicecapogruppo in Consiglio comunale per Fratelli d’Italia.
'Dobbiamo ricordare che la concessione del servizio di illuminazione pubblica ad Hera Luce è stato prorogato per anni in maniera illegittima dal 2019 al 2025, quando è stato avviato il nuovo bando non perché ci si è spontaneamente accorti di avere sbagliato, ma perché l’amministrazione è stata costretta a farlo dal Consiglio di Stato che ha suonato la campanella ad una amministrazione che di fronte ad una norma chiara ha impedito che ci fosse una gara tra più gestori bloccando quindi la concorrenza tra imprese ed impedendo una valutazione di altre offerte.
Nell’esposto presentato alla Corte dei Conti nel 2024 e di cui sono uno dei consiglieri comunali firmatari sono stati evidenziati elementi precisi in base ai quali l’illegittimo affidamento diretto del servizio di illuminazione pubblica del Comune di Modena ad Hera Luce srl non sia stato il frutto di una errata interpretazione tecnica di una normativa complessa ma la conseguenza di un intento avallato o non doverosamente contrastato anche a livello politico che ha leso il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione - spiega ancora Elisa Rossini -. Se le cose stanno cosi e la procura della Corte dei Conti nel provvedimento di cui ha dato notizia la stampa ha seguito questa impostazione, allora pensiamo si possa escludere la buona fede degli organi politici che hanno approvato le varie proroghe o che ne hanno autorizzato o consentito l’esecuzione e resta aperto quindi il capitolo della responsabilità per danno erariale anche degli organi politici anche a seguito dell’approvazione della “Legge Foti” sulle azioni di responsabilità. Va chiarito infatti che quella legge non esclude le responsabilità degli organi politici ma ne delimita la sussistenza. In ogni caso e indipendentemente dalle difese che svolgeranno i soggetti coinvolti dinanzi alla Procura della Corte dei Conti, non ci si può esimere da considerazioni di carattere meramente politico ed evidenziare come sotto la guida del sindaco Muzzarelli e dell’assessore all’ambiente Filippi si siano perpetrati le maggiori uscite di denaro pubblico senza benefici per i cittadini e che hanno riguardato il servizio di illuminazione pubblica e il sistema di raccolta differenziata, guarda caso entrambi gestiti dalla stessa multiutility. Su questo occorre fare una riflessione e trarre le conseguenze'.
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