'Quanto accaduto nelle ultime ore all’interno del carcere Sant’Anna di Modena, con tre agenti della Polizia penitenziaria aggrediti e feriti, è un episodio gravissimo che esprime ancora una volta una realtà che denunciamo da tempo, ovvero quella di una situazione all’interno dell’istituto modenese è ormai fuori controllo'. Lo dichiarano Rossella Caci e i parlamentari modenesi del Partito Democratico Stefano Vaccari, Enza Rando e Maria Cecilia Guerra.
'Prima di tutto vogliamo esprimere la nostra vicinanza e solidarietà agli agenti rimasti feriti e, attraverso di loro, a tutte le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria che ogni giorno sono chiamati a lavorare in condizioni sempre più difficili, sostenendo un carico che non può essere lasciato esclusivamente sulle loro spalle. Quello che è accaduto non può però essere considerato un episodio isolato. È l’ennesimo segnale di una condizione di fortissima tensione che riguarda da tempo il Sant’Anna e sulla quale abbiamo ripetutamente richiamato l’attenzione del Governo e del Ministero della Giustizia'.
'Non parliamo per sentito dire, dato che in questi anni abbiamo effettuato diversi sopralluoghi all’interno dell’istituto, l’ultimo appena un mese fa, incontrando chi nel carcere vive e lavora e verificando direttamente le conseguenze del sovraffollamento, della carenza di personale e delle difficoltà organizzative e gestionali.
Una situazione che mette a rischio i diritti delle persone detenute, ma anche la sicurezza e le condizioni di lavoro degli agenti, degli operatori e di tutto il personale'.
'Ora il Governo deve mettere mano con serietà alla situazione delle carceri italiane e, nello specifico, a quella del Sant’Anna di Modena. Non bastano più dichiarazioni, annunci o interventi emergenziali dopo l’ennesimo episodio grave. Servono personale, risorse, organizzazione e una strategia capace di affrontare un’emergenza che si trascina ormai da troppo tempo. Anche quanto sta accadendo ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria impone una riflessione: il DAP è stato interessato da cambiamenti ai propri vertici e il Governo continua a gestire incarichi estremamente delicati secondo logiche che appaiono troppo spesso improntate alla vicinanza politica e fiduciaria. La guida dell’Amministrazione penitenziaria e del Corpo di Polizia penitenziaria non possono essere terreno di occupazione politica: servono competenza, autorevolezza e piena conoscenza di un sistema attraversato da una crisi profondissima'.
'Ma per Modena c’è un problema ancora più immediato, sul quale torniamo a chiedere risposte: non sappiamo ancora chi sostituirà stabilmente il direttore del carcere e il comandante della Polizia penitenziaria del Sant’Anna. Si tratta di una carenza inaccettabile.


