Spettabile Redazione,
vi scrivo quasi a un mese da quel fatidico 16 luglio, giorno in cui un violento nubifragio si è abbattuto su Modena lasciando dietro di sé alberi sradicati e rami spezzati, come da voi puntualmente documentato.
Oggi è l’11 agosto. In quasi quattro settimane il mondo ha continuato a girare, ma in Viale Medaglie d'Oro il tempo sembra essersi felicemente fermato.
Passeggiando lungo il viale, ci si rende conto di come la natura e la burocrazia abbiano stretto una bizzarra alleanza. Le cataste di rami secchi accatastate ai lati della strada, sui marciapiedi e nei pressi delle fermate del bus continuano a rimanere lì, quasi a voler diventare monumenti all'evento atmosferico. Nel frattempo, tra i posti auto e il marciapiedi, l'erba spontanea cresce rigogliosa e indisturbata, regalandoci un inaspettato (e forse non richiesto) tocco di 'biodiversità urbana', condito da un generoso strato di foglie secche e sporcizia stanziale.
Viene spontaneo rivolgere tre semplici domande all'Amministrazione Comunale:
È 'normale' che nel cuore dell'estate i resti di un temporale di un mese fa rimangano a terra per settimane?
Chi dovrebbe occuparsi, nello specifico, della pulizia ordinaria della strada e della rimozione di questi accumuli di verde secco?
Chi ha il compito di verificare e controllare che tali servizi vengano effettivamente svolti?
Abito in questo viale da oltre vent'anni.
L'ho visto cambiare e, purtroppo, degradarsi progressivamente. Oggi mi ritrovo nella spiacevole condizione di provar vergogna quando amici o conoscenti da fuori città vengono a trovarmi.Spesso si sente dire che la colpa del degrado sia dell'inciviltà dei cittadini. Ma qui gli abitanti non c'entrano: questa non è maleducazione di chi vive la strada, è pura e semplice incuria.
Spero che questa mia nota, accompagnata da qualche 'scatto ricordo', possa servire a risvegliare l'attenzione di chi di dovere, prima che le cataste di rami compiano il loro primo compleanno.
Un cordiale saluto,
Un cittadino di Viale Medaglie d'Oro



