Opinioni Lettere al Direttore

Modena, caro assessore Molinari la colpa del flop non è dei cittadini ma della qualità del servizio

Modena, caro assessore Molinari la colpa del flop non è dei cittadini ma della qualità del servizio

Vorrei mostrare una foto dei cassonetti installati a Firenze. Pensi, assessore: sembrano proprio progettati per essere utilizzati dai cittadini


2 minuti di lettura

Gentile Direttore,

per quanto consapevole dell’irrilevanza delle mie osservazioni, eccomi di nuovo a condividere alcune brevi, quanto rassegnate, considerazioni sulla gestione dei rifiuti a Modena.

Oggi mi è capitato di leggere il consueto articolo a sostegno dell’operato dell’Amministrazione sulle pagine della consueta testata, dove si annuncia una stretta autunnale contro i “furbetti dei rifiuti”, con la conferma, da parte dell’assessore Molinari, della “linea dura”, i cui effetti, tuttavia, stentano ancora a palesarsi.

La narrazione pare essere sempre la stessa: il servizio sarebbe sostanzialmente adeguato, se non fosse per i comportamenti scorretti di alcuni utenti.

Purtroppo, alcune criticità, note a molti cittadini, non trovano mai spazio in questa rappresentazione.

Vorrei quindi provare, da cittadina, a rivolgermi direttamente all’assessore Molinari.

Prima, però, vorrei mostrargli una foto dei cassonetti installati a Firenze. Pensi, assessore: sembrano proprio progettati per essere utilizzati dai cittadini. Hanno aperture ampie, il lettore della tessera collocato a un’altezza accessibile anche alle persone anziane o con difficoltà motorie. In più, presentano forma e dimensioni uniformi, con contenitori ben accostati che restituiscono un’immagine ordinata e decorosa.

Forse anche gli strumenti messi a disposizione dei cittadini contribuiscono a costruire quel senso di rispetto e attenzione al decoro che poi viene richiesto ai cittadini stessi, chissà.

Caro assessore, ma se l’obiettivo

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è davvero la qualità del servizio, come Lei ama ripetere, forse non dovrebbe essere considerato un piccolo successo riuscire a conferire un sacchetto mezzo vuoto — perché uno pieno non entra — e senza intoppi nel cassonetto “smart”. Non crede?

Mi permetta poi una domanda: per quale ragione il cassonetto dell’indifferenziata è blindato, mentre vetro, organico, sfalci e abiti risultano accessibili senza alcuna limitazione? Non avrebbe forse più senso fare esattamente il contrario, premiando chi differenzia correttamente anziché “punire” chi non lo fa, attraverso la tariffa puntuale?

E, già che parliamo degli aumenti della TARI, che dovrebbero essere accompagnati anche dal pieno rispetto degli impegni contrattuali, vorrei sapere se Lei abbia mai visto Hera effettuare il lavaggio delle strade e dei marciapiedi preceduto dallo spazzamento e senza l’utilizzo dei soffiatori, così come mi sembra di aver letto nel contratto con Atersir.

Forse sarò particolarmente sfortunata, ma quello che ho sempre visto io è l’impiego dei soffiatori seguito dal passaggio di camion muniti di spazzole, che completano l’opera massaggiando l’asfalto a centro strada. 

E questo finalmente ha un senso: a ridosso dei marciapiedi ci sarebbe troppo sporco affinché il massaggio risulti efficace.

Ringrazio per l’attenzione e per l’eventuale risposta.

Cordiali saluti

Adriana Cetro

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