Pensati per dialogare ogni volta con il luogo che li ospita, i suoi concerti trasformano l'intero ambiente in una spettacolare macchina sincronizzata capace di integrare simultaneamente synth, sequenze, percussioni elettroniche ed effetti audiovisivi. Dai grandi eventi outdoor ai club e alle arene internazionali, l'artista francese ha ridefinito negli anni il concetto stesso di spettacolo dal vivo mantenendo intatta la sua spinta verso l'innovazione e la ricerca di strumenti capaci di rendere 'visibile' la musica elettronica.
Ne è un esempio l'arpa laser, che ha reso famosa in tutto il mondo già dal 1981 e oggi diventata il suo simbolo: raggi laser verdi proiettati nello spazio vengono interrotti fisicamente dalle sue mani, e ogni 'taglio' del laser attiva note o trigger MIDI facendo in modo che il pubblico percepisca fisicamente la performance.
Il concerto del Jazz Open Modena anticipa le celebrazioni per i 50 anni di Oxygène, l'album del 1976 che ha rivoluzionato l'elettronica strumentale con il suo sound atmosferico e pioneristico, vendendo oltre 18 milioni di copie nel mondo.
Un'opera seminale che continua ancora oggi a influenzare creativi, producer e performer di diverse generazioni. A mezzo secolo dalla sua uscita, Oxygène non è solo un anniversario celebrativo, ma il simbolo di una ricerca artistica ancora proiettata verso il futuro: dai sintetizzatori modulari analogici all'audio immersivo a 360 gradi, dalle più recenti sperimentazioni con l'intelligenza artificiale, ai concerti in VR con avatar digitali, fino alle performance simultanee fisiche e digitali. Il concerto 'Welcome to the Other Side', realizzato nella Notre-Dame virtuale durante la pandemia, è uno degli esempi più estremi: Jarre suonava realmente in studio, mentre il suo avatar performava in una cattedrale digitale davanti a spettatori-avatar collegati da tutto il mondo.
Tra i primi artisti a esplorare le potenzialità dell'AI generativa, sia in ambito sonoro che visivo, l'artista francese porta avanti una visione precisa, secondo cui la tecnologia non sostituisce la creatività umana, ma ne espande e ne potenzia le possibilità, da qui la sua definizione dell'AI come 'Augmented Imagination'.
Il programma del 18 luglio al Baluardo e ai Giardini Ducali
Altre due concerti chiudono la programmazione di Jazz Open in grande stile: al Baluardo in programma il concerto del visionario chitarrista senegalese Hervé Samb, vero pioniere del jazz sabar, un particolare genere musicale che mette in dialogo la libertà del jazz con il sabar, ovvero una danza ma anche un insieme di percussioni ancestrali utilizzate nelle cerimonie Wolof, accompagnato dalla sua band.
Al Giardino Ducale Estense una delle realtà più acclamate dalla critica internazionale: i C'mon Tigre, un duo che sviluppa la propria identità attraverso un collettivo di musicisti e artisti visivi provenienti da tutto il mondo. Più che semplice musica, quella dei C'mon Tigre è un linguaggio stratificato e transmediale che dal punto di vista sonoro si esprime in una commistione di afro-beat, jazz, funk e hip-hop, fortemente segnata da un immaginario cinematografico. Nel 2025 sono stati in tour per celebrare i primi 10 anni di una carriera che li ha visti collaborare con artisti diversi come Sean Kuti, Arto Lindsay, Xenia Franca e Giovanni Truppi, per citarne soltanto alcuni.



