Potenza, profondità e dolcezza. Difficile sintetizzare ciò che Gregory Porter è in grado di esprimere e generare con la sua voce. Se poi questa si accompagna a strumentisti strepitosi allora un evento ricordare è presto fatto.
Già dai primi brani.
La prima giornata di Jazz Open Modena ha registrato subito uno dei suoi momenti più alti con l'attesissima esibizione di Gregory Porter seguita a quella di Diana Krall. Il baritono statunitense ha incantato la platea modenese con un concerto memorabile, capace di fondere rigore stilistico, intensità vocale di livello altissimo, esaltata, come aveva anticipato oggi in conferenza stampa il fondatore del progetto Jazz Open, proprio dalla discussa, e a tratti contestata scelta, di piazza Roma. Presenti circa 5000 persone tra tribune, seduta in platea e gente in piedi sul lato della piazza che di affaccia su piazzale San Giorgio.
Porter ha conquistato la scena fin dal suo ingresso sul palco, presentandosi con un look d'impatto: un completo bianco abbinato a una camicia nera e al suo immancabile copricapo, solo apparentemente incompatibile con temperatura e umidità modenese. Scelto per coprire cicatrici sul viso, è diventato tratto distintivo della sua immagine sul e giù dal palco.
È bastata l'esecuzione della prima traccia per catturare I presenti: una voce potente, penetrante pulita pur nel suo virtuosismo e mala sua straordinaria. estensione. La scaletta ha ripercorso i grandi successi della sua discografia – tra cui Hey Laura, Liquid Spirit e Real Good Hands – alternati a celebri standard del repertorio di Nat King Cole, come Nature Boy e Smile.
L'artista è stato supportato da una formazione di assoluto valore tecnico: Chip Crawford al pianoforteEmanuel Harrold alla batteriaJahmal Nichols al contrabbasso e basso elettrico e Tivon Pennicott al sassofono tenore.
Jazz Open: Gregory Porter commuove ed esalta Piazza Roma
L'artista statunitense ha regalato un concerto magistrale tra eleganza visiva, una band d’eccellenza e un pubblico internazionale
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