Questa sera, venerdì 26 giugno, alle 21, per il ciclo I venerdì del castello, Montecuccolo avrà un ospite d'eccezione: il professore francese Reynald Secher autore del libro Il genocidio vandeano. Il seme dell’odio. In questo testo, la cui uscita all'epoca fece molto rumore, l’autore sviluppa concetti forti con una terminologia che nulla lascia all'interpretazione. Si parla di guerra di Vandea e Rivoluzione francese, si parla di genocidio, si parla di memoricidio (inteso come tutto quello che nasconde o sottovaluta fatti storici che si configurano come autentici crimini contro l'umanità, in questo caso la guerra in Vandea - 1793/1796 - condotta dall’esercito repubblicano, ma applicabile a tanti altri tragici eventi).
Quando si parla di Rivoluzione francese, quasi tutti conoscono gli slogan, i miti e le celebrazioni. Molto meno conosciute sono invece le pagine che ancora oggi suscitano imbarazzo, polemiche e tentativi di rimozione. Reynald Secher, storico francese, dottore di Stato alla Sorbona e autore tradotto in numerose lingue, è lo studioso che più di ogni altro ha contribuito a riaprire il dibattito sulla repressione della Vandea, sostenendo - sulla scorta di approfondite e decennali ricerche archivistiche - la tesi del genocidio voluto e perpetrato dal governo rivoluzionario contro la popolazione cattolica dell’Ovest francese.
Coniò il termine «memoricidio» per descrivere la cancellazione sistematica della memoria delle vittime dopo la loro eliminazione fisica.
Le sue opere gli hanno procurato riconoscimenti accademici internazionali, ma anche feroci contestazioni. Non è difficile comprenderne il motivo: mettere in discussione il mito fondativo della modernità politica europea è un esercizio che continua a essere sgradito a molti.Venerdì sera non si parlerà dunque solamente di storia, perchè casi come quello studiato da Secher favoriscono la comprensione dell'attualità e consentono di acquisire libere prospettive di intepretrazione dei fatti umani, sia di ieri sia di oggi.


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