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Jazz Open, i residenti: 'Le restrizioni ci hanno recluso in casa, ciò che indigna è farlo senza preavviso'

Jazz Open, i residenti: 'Le restrizioni ci hanno recluso in casa, ciò che indigna è farlo senza preavviso'

In redazione si moltiplicano le segnalazioni. Da via Lovoleti l'ultima: 'Vita stravolta senza comunicazione. Apprezziamo le scuse del sindaco ma per il futuro serve ascolto rispetto e organizzazione'


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'Non è il Jazz Open il problema ma il modo in cui è stato gestito per chi vive e lavora nella zona di Piazza Roma. Ciò che indigna è il non essere stati interpellati, né ascoltati preventivamente rispetto ai disagi a cui saremmo andati incontro e avere magari il modo per organizzarci. Abbiamo avuto comunicazione solo quando il lavori erano già iniziati e uno dei due accessi alla via era ormai impraticabile. Poi con l'assessore Bortolamasi, sulle ulteriori restrizioni scattate lo scorso fine settimane, siamo stati convocati venerdì scorso. Non si comporta così'.

A parlare, facendosi interprete della voce e del disappunto di molte famiglia, un residente in via dei Lovoleti che dal giorno alla notte ha visto ergersi a pochi metri dalla sua finestra il fronte perimetrale del grande palco del Jazz Open allestito piazza Roma. Un muro di tela nera e musica sparata a più di 80 decibel. E' una delle tante via fortemente impattate dalle limitazioni alla viabilità. Le ultime restrizioni aumentate in concomitanza con la settimana dei concerti, sono ancora più impattanti. 'Nella nostra via siamo praticamente requisiti in casa dalle 16:30. A fatica siamo riusciti ad avere un pass per arrivare almeno a casa, ma quando scatta la bonifica pre-concerto anche l’unico passaggio libero viene chiuso dalle transenne.
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Senza possibilità né di entrare né di uscire'. Il problema non riguarda solo poche persone: 'Qui non siamo solo noi: sono decine di famiglie soltanto nella nostra via. Bene ha fatto l'ex ministro Giovanardi ad esporsi e a denunciare la situazione. E' l'unico politico ad averlo fatto'.

I residenti lamentano il fatto che le comunicazioni ufficiali su cosa sarebbe successo, sarebbero arrivate solo a lavori già iniziati. Senza poi considerare le informazioni sbagliate. 'Nonostante paghiamo regolarmente i 78 euro per la ZTL, in questo così come in altri periodo con manifestazioni, siamo obbligati a trovare posto lontano. Nei giorni scorsi una persona mi ha contattato per dire che la mia auto era stata posteggiata in un luogo nel quale era stato affisso un divieto di sosta temporaneo sempre legato ai servizi del Jazz Open. In deroga alle 48 ore necessarie da lasciare ai titolari dei mezzi. Mi sono precipitato sul posto e mi hanno comunicato che si trattava di un errore, ovvero i cartelli di rimozione era stati posizionati sul lato sbagliato della via.
Ho scritto al Comune ma non si può sempre avere tempo per scrivere, soprattutto per questioni ormai quotidiane'.

Il nodo più pesante riguarda la mobilità: 'Nella nostra via siamo praticamente requisiti in casa dalle 16:30. Dopo avere chiesto ed ottenuto a fatica dagli organizzatori un pass per entrare in casa nostra, siamo praticamente detenuti se siamo in casa ed esclusi se siamo fuori dalle ore prima del concerto, quando anche il secondo accesso alla via viene chiuso'.
'Le scuse del sindaco? apprezzate, ma non tolgono l'amaro in bocca Noi ci troviamo a impazzire e a stravolgere la nostra vita ogni giorno e nessuno si è degnato di confrontarsi prima. Il concerto, destinato a ripetersi per cinque anni, preoccupa i residenti: 'A questo punto auspichiamo una location diversa o comunque un’organizzazione differente. Averlo saputo prima avrebbe permesso alle famiglie di programmare le ferie. A volte basta dialogare'.

Percorrendo le strade interdette e raggiungendo le vie più critiche segnalate dai lettori, ci rendiamo conto anche di un altro elemento. Il forte impatto ambientale ed acustico oltre che spaziale, legato ai pulmann di servizio, con generatori costantementi accessi, container e grossi generatori diesel per la produzione di energia elettrica ai servizi e al palco. Disposti su piazzale San Domenico e largo San Giorgio.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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