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Jazz Open, parla il fondatore: 'A Modena il Festival crescerà. Puntiamo ai 75.000 spettatori di Stoccarda'

Jazz Open, parla il fondatore: 'A Modena il Festival crescerà. Puntiamo ai 75.000 spettatori di Stoccarda'

Incontriamo Jürgen Schlensog in piazza Roma: 'Location ideale, qui abbiamo trovato qualità, accoglienza a braccia aperte'


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'Ieri sera Moby ha suonato a Stoccarda ed è stato fantastico. E Modena, credetemi, non è da meno' - afferma Jürgen Schlensog, fondatore, amministratore e direttore del Jazz Open, mentre osserva Piazza Roma trasformarsi nel nuovo palcoscenico del festival. Lo incontriamo proprio sotto il palco, insieme alla cantante jazz Emma Smith, poco prima della sue esibizione al Baluardo della Cittadella. 'Modena è una città meravigliosa, una città di musica. Ha una storia straordinaria, grazie al signor Pavarotti e al più grande concerto mai tenuto in Italia. Qui ci siamo sentiti accolti a braccia aperte, abbiamo trovato amici veri. È per questo che siamo qui.'

Schlensog ricorda il suo primo sopralluogo in piazza Roma: 'La prima volta che sono stato qui ho detto: È qui che suoneremo. La piazza è circondata da edifici magnifici, dall’Accademia Militare, e può ospitare 6.500 persone. La qualità è la nostra priorità: basta guardare la tribuna, la struttura, l’allestimento. Jazz Open è sinonimo di qualità.'

Il festival arriva a Modena dopo un’edizione stoccardese da record: 'Ieri sera abbiamo concluso il Jazz Open Stuttgart con Moby sul palco e un totale di 75.000 presenze. Questo è il nostro obiettivo per il futuro: mettere radici, sviluppare il festival, crescere con pazienza.
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Questo è il primo anno, è solo l’inizio. Non vediamo l’ora di continuare per molti anni e far crescere il festival. Alla fine, Modena diventerà un altro punto di riferimento per un meraviglioso festival internazionale. Questa è la mia prima volta a Modena, e sono felice di essere qui.'

Emma Smith: 'Modena è bellissima. Non voglio più andarmene'
In piazza Roma incontriamo anche la cantante jazz Emma Smith, raggiante per il debutto modenese: 'Sono felicissima. Venire qui era un sogno, anche solo per assaggiare i prodotti della patria dell’aceto balsamico.'
Smith conosce bene l’Emilia: 'Mi sono esibita molte volte a Bologna. All’inizio della mia carriera facevo parte delle Pupini Sisters, che sono nate lì. Ho trascorso dodici anni in tournée con loro, ma Modena… Modena è la mia prima volta. Ed è così bella che non voglio più andarmene.'

La cantante racconta l’atmosfera del Jazz Open: 'Due sere fa ho cantato a Stoccarda. Passeggiare per la città, incontrare amici che suonavano con Jamie Cullum, bere una birra e poi andare al soundcheck… è un’esperienza che ci unisce come artisti. Il jazz oggi è un genere vastissimo, pieno di sonorità diverse, e festival come questo ci fanno sentire parte di una stessa comunità.'
Per Smith, la presenza del jazz nel nome del festival è fondamentale: 'Il jazz è improvvisazione, autenticità.
È blues, soul, tutto ciò che nasce dall’espressione libera. Più festival così ci saranno nel mondo, meglio sarà. Viviamo un’epoca in cui il jazz sta tornando popolare, sensuale, emozionante. È una delle poche cose autentiche che ci sono rimaste.'
E chiude con un sorriso: 'Buon cibo? Modena, sì. Buon jazz? Sì, grazie. Spero che questo festival continui a lungo. È un momento storico, e sono davvero onorata di essere qui con la mia band e con gli amici delle altre band. Grazie.'

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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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