Lo sostiene Barbara Balanzoni, medico anestesista e rianimatore inserita, insieme al modenese Daniele Giovanardi, tra quei medici che durante la pandemia continuarono a curare e ad assistere pazienti con metodi tradizionali e si opposero all'obbligo vaccinale. La deputata di Fratelli d'Italia, Alice Buonguerrieri, volto ormai diventato famoso anche per la sua intena attività di commissario nella commissione parlamentare di inchiesta sull'emergenza Covid, secondo Balanzano 'ignorerebbe ciò che il suo stesso governo, con i ministri Nordio e Schillaci, ha fatto. Ovvero convocare il 19 dicembre 2025, una seduta della CCEPS (Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie), organo d'appello per giudicare i ricorsi contro i provvedimenti disciplinari emessi dagli Ordini provinciali dei medici. Una Commissione che per anni non ha funzionato, compresi gli anni in cui i provvedimenti nei confronti dei medidi erano scattati, lasciando gli stessi, in mancanza di giudizio sui ricorsi, iscritti ai rispettivi albi. Come ha continuato ad essere. Perchè nel momento in cui, nel dicembre scorso, la Commissione è stata ricostituita per volontà del governo, del ministro Nordio e del Ministro Schillaci, è stata contestata e ricusata da Barbara Balanzani e dall'avvocato Sandri In sostanza l'ultimo grado di giudizio nelle questioni riguardanti i provvedimenti disciplinari nei confronti dei medici che presentarono ricorso, non si è mai espresso. Togliendo di fatto presupposto e fondamento all'emendamento del governoA sottolinearlo dottor Daniele Giovanardi: 'La collega Balanzano ha riportato l’attenzione su un punto che i media e la politica nel suo complesso, hanno ignorato.
Giovanardi ribadisce che 'venticinque medici sono stati effettivamente radiati dalle commissioni disciplinari dei rispettivi Ordini provinciali, ma che tali provvedimenti sarebbero nulli in assenza della ratifica della Commissione Centrale, rimasta silente per anni e ricostituita solo nel dicembre 2025 dal ministro Nordio'. 'Nel frattempo, sottolinea il medico, tutti i colleghi coinvolti hanno continuato a esercitare legittimamente.
Tra le 'pecche' della Commissioni ci sarebbe anche il fatto, contestato già dall'avvocato Sandri, che la ricostituzione della Commissione avrebbe incluso anche presidenti di Ordini che avevano già partecipato alle radiazioni, configurando a suo giudizio una situazione di incompatibilità e un “plotone di esecuzione”.
In questo quadro si inserisce l'intervento del consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Paolo Trande, che da medico e da eletto contesta duramente l’emendamento del governo, definendo il reintegro dei medici no-vax una “vergogna di Stato” e un’offesa ai professionisti che hanno combattuto il Covid in corsia, pagando in molti casi con la vita il proprio senso del dovere. Trande ritiene che la norma trasmetta un messaggio gravissimo, perché mette sullo stesso piano chi ha rispettato scienza, regole deontologiche e istituzioni e chi, a suo giudizio, ha scelto di violarle.
Tuttavia, la posizione di Trande, pur muovendo da un punto di vista radicalmente diverso rispetto a quello di Balanzano e Giovanardi, finisce per poggiare su un presupposto che entrambi contestano: l’esistenza di medici radiati in via definitiva per il Covid. Se, come sostengono l’avvocato e il medico, nessuna radiazione è mai stata confermata dalla Commissione Centrale e tutti i professionisti coinvolti risultano tuttora iscritti agli Ordini, allora il reintegro evocato da Trande sarebbe, un provvedimento privo di basi, o meglio basato su un presupposto inesistente. In altre parole, la critica del consigliere regionale ricadrebbe nello stesso errore che Balanzano e Giovanardi attribuiscono alla deputata Buonguerrieri di Fratelli d'Italia: discutere, sostenere o contestare un emendamento che farebbe riferimento a una condizione mai verificatasi.


