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Caro rifiuti, Hera fa gli utili sulla pelle degli utenti

Caro rifiuti, Hera fa gli utili sulla pelle degli utenti

La questione da dirimere resta quella del rapporto tra le aziende (private) e le amministrazioni comunali


2 minuti di lettura

L'iniziativa dei sindaci, Mezzetti e Righi, anche se parte con una premessa discutibile (l'affermazione che Atesir costituisce un'esperienza importante e, quindi, una risorsa) può effettivamente risultare positiva per due motivi: il primo stimolare la crescita del confronto politico facendogli lasciare il terreno, paludoso ed inutile, di una superficiale polemica; il secondo, quello di imporre a tutti - ripeto: tutti - i sindaci modenesi di iniziare sul serio a fare i conti col dovere che loro impone l'ufficio e le necessità dei cittadini.

Infatti, credo, ai modenesi poco importi se il Pd è arrivato (coi suoi sindaci) in ordine sparso a questo appuntamento (e quelli di centro-destra dov'erano? Attenti come sulle proposte dell'Asl per la sanità?) o se la 'grana' rifiuti possa essere il grimaldello idoneo per scardinare gli equilibri in casa del 'partitone', come evidentemente vuole qualche 'politico dell' ultima ora' sicuramente animato dalle più nobili intenzioni, perchè a loro interessa, soprattutto un servizio efficiente.

E la qualità delle prestazioni di Hera, da molto tempo ormai, sono del tutto inadeguate ma affermare che ciò dipende unicamente dalla diversa scelta della raccolta e che il cambiamento abbia prodotto un effetto a cascata sulle tariffe rimane una solenne idiozia.

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Fra le tante colorite banalità che abbiamo letto ci ha soddisfatto pienamente la denuncia dei sindacati - questa volta uniti - contro le malefatte di Hera perchè questo è il vero problema politico in una condizione dove in concreto si realizza un conflitto importante di interesse: il Comune deve erogare servizi ma la società deve fare utile. E lo fa davvero molto bene, sulla pelle degli utenti, perchè nell'ultimo dato ha dichiarato di aver diminuito i ricavi ma ha aumentato gli utili.

Questo, nonostante l'aumento dei costi dei materiali, dell'adeguamento dei salari, dei contratti capestro con alcune cooperative sociali, tanto è vero che, qualche giorno fa, i giornali economici titolavano: 'Hera fa spesa in Polonia'.

Allora la discussione se sia migliore e più economico il 'porta a porta' rispetto ai 'cassonetti' resta una vana declamazione perchè la questione da dirimere resta quella del rapporto tra le aziende (private) e le amministrazioni comunali che, alla luce anche degli ultimi pronunciamenti della Corte dei Conti, non possono più rimanere 'al traino'. Come peraltro è accaduto fino ad oggi. Abbiamo letto che molti sindaci hanno protestato dichiarando; 'così non va'. Comincino allora a chieder conto agli amministratori che loro insediano nei consigli di amministrazione delle aziende; a verificare con puntualità i costi e le modalità di erogazione dei servizi commissionati; ad interrogarsi, con la mente libera, se davvero Atesir, Amo, Arera ed altre consimili siano davvero necessari.

E, soprattutto, utili.

Paolo Ballestrazzi

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