L'iniziativa dei sindaci, Mezzetti e Righi, anche se parte con una premessa discutibile (l'affermazione che Atesir costituisce un'esperienza importante e, quindi, una risorsa) può effettivamente risultare positiva per due motivi: il primo stimolare la crescita del confronto politico facendogli lasciare il terreno, paludoso ed inutile, di una superficiale polemica; il secondo, quello di imporre a tutti - ripeto: tutti - i sindaci modenesi di iniziare sul serio a fare i conti col dovere che loro impone l'ufficio e le necessità dei cittadini.
Infatti, credo, ai modenesi poco importi se il Pd è arrivato (coi suoi sindaci) in ordine sparso a questo appuntamento (e quelli di centro-destra dov'erano? Attenti come sulle proposte dell'Asl per la sanità?) o se la 'grana' rifiuti possa essere il grimaldello idoneo per scardinare gli equilibri in casa del 'partitone', come evidentemente vuole qualche 'politico dell' ultima ora' sicuramente animato dalle più nobili intenzioni, perchè a loro interessa, soprattutto un servizio efficiente.
E la qualità delle prestazioni di Hera, da molto tempo ormai, sono del tutto inadeguate ma affermare che ciò dipende unicamente dalla diversa scelta della raccolta e che il cambiamento abbia prodotto un effetto a cascata sulle tariffe rimane una solenne idiozia.
Fra le tante colorite banalità che abbiamo letto ci ha soddisfatto pienamente la denuncia dei sindacati - questa volta uniti - contro le malefatte di Hera perchè questo è il vero problema politico in una condizione dove in concreto si realizza un conflitto importante di interesse: il Comune deve erogare servizi ma la società deve fare utile. E lo fa davvero molto bene, sulla pelle degli utenti, perchè nell'ultimo dato ha dichiarato di aver diminuito i ricavi ma ha aumentato gli utili.Questo, nonostante l'aumento dei costi dei materiali, dell'adeguamento dei salari, dei contratti capestro con alcune cooperative sociali, tanto è vero che, qualche giorno fa, i giornali economici titolavano: 'Hera fa spesa in Polonia'.
Allora la discussione se sia migliore e più economico il 'porta a porta' rispetto ai 'cassonetti' resta una vana declamazione perchè la questione da dirimere resta quella del rapporto tra le aziende (private) e le amministrazioni comunali che, alla luce anche degli ultimi pronunciamenti della Corte dei Conti, non possono più rimanere 'al traino'. Come peraltro è accaduto fino ad oggi. Abbiamo letto che molti sindaci hanno protestato dichiarando; 'così non va'. Comincino allora a chieder conto agli amministratori che loro insediano nei consigli di amministrazione delle aziende; a verificare con puntualità i costi e le modalità di erogazione dei servizi commissionati; ad interrogarsi, con la mente libera, se davvero Atesir, Amo, Arera ed altre consimili siano davvero necessari.
Paolo Ballestrazzi


