'Negli ultimi giorni il dibattito sull’aumento delle tariffe dei rifiuti si è acceso. È comprensibile: ogni aumento pesa sui bilanci delle famiglie e delle imprese e nessun sindaco può considerarlo con leggerezza. Proprio per questo il compito delle istituzioni non è alimentare le polemiche o inseguire il consenso immediato, ma spiegare con chiarezza le ragioni dei problemi e lavorare per affrontarli.
Gli aumenti non riguardano un singolo Comune o una singola multiutility, ma interessano gran parte dell’Emilia-Romagna e del Paese, a prescindere dai sistemi di raccolta che sono diversi da situazione a situazione. Sono il riflesso dell’aumento dei costi dell’energia, dei carburanti, delle materie prime e del lavoro, compreso il recente rinnovo del contratto nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori del settore ambientale, oltre che dell’intera filiera produttiva. Le stesse dinamiche che incidono ogni giorno sul costo della vita, sull’attività delle imprese e sulla capacità degli enti locali di garantire servizi di qualità'.
'È importante entrare nel merito di come funziona il sistema. Il servizio rifiuti è tra i servizi pubblici più regolati del nostro Paese. La tariffa è determinata secondo regole nazionali definite da Arera e applicate da Atersir, che verifica i costi e approva i Piani Economico Finanziari. È sempre Atersir (e non i Comuni) a stipulare il contratto di servizio con i gestori. Il principio è quello della copertura integrale dei costi del servizio: i margini di discrezionalità sono quindi limitati e gran parte della determinazione tariffaria dipende dal quadro normativo vigente. È importante ricordare anche il ruolo di Atersir, che non rappresenta gli interessi dei gestori ma è l’Agenzia pubblica dei Comuni chiamata a garantire che le tariffe siano costruite secondo criteri di trasparenza, uniformità e tutela dell’interesse pubblico. Come ogni istituzione può essere migliorata, ma non può diventare il bersaglio di una polemica che rischia di indebolire uno dei principali strumenti di garanzia a disposizione dei cittadini. Questo, naturalmente, non significa sostenere che il sistema sia perfetto. Al contrario.
'Per questo, come sindaci di Modena e Carpi e Presidenti dei Patti di Sindacato di Hera e Aimag, proponiamo l’attivazione di un tavolo provinciale di confronto che coinvolga Atersir, i gestori, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali e le amministrazioni locali. L’obiettivo è condividere dati e analisi, individuare possibili margini di efficientamento, valutare proposte di miglioramento del sistema e costruire una posizione comune da portare ai tavoli regionali e nazionali. Essere soci pubblici di Hera e Aimag non significa difendere acriticamente i gestori, ma esercitare fino in fondo il proprio ruolo di indirizzo affinché il servizio sia efficiente, gli investimenti siano adeguati e ogni costo sia verificato con il massimo rigore nell’interesse dei cittadini.


