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Modena, il Comitato Villaggio Zeta dopo l'incontro con gli assessori in Comune: 'Ennesima delusione'

Modena, il Comitato Villaggio Zeta dopo l'incontro con gli assessori in Comune: 'Ennesima delusione'

'Disinteresse totale. La sicurezza urbana non può essere un lusso, è un diritto fondamentale che l'amministrazione comunale continua colpevolmente a negare'


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'A seguito dell’ennesima richiesta da parte del “Comitato Residenti Villaggio Zeta Modena” indirizzata al sindaco ed agli assessori competenti, in merito alle materie di sicurezza, viabilità, illuminazione, videosorveglianza, richieste ribadite ormai da anni in questo quartiere, il 3 giugno, il Direttivo del Comitato ed una stretta delegazione di soci, sono stati invitati presso gli uffici del Comune di Modena per un incontro con gli assessori competenti. Risultato: l’ennesima delusione e presa in giro'. Così in una nota il Comitato Villaggio Zeta.

'Grande amarezza: ancora una volta riscontriamo un vero e proprio muro di gomma dell’amministrazione comunale su tutta la linea, all’incontro fissato infatti, c’è stato veramente poco di cui discutere poiché in merito alla richiesta di implementare la videosorveglianza nelle zone critiche, in cui da anni si segnala attività di spaccio, ci è stato risposto che non ci sono fondi e, addirittura, che è già difficile mantenere manutentate quelle videocamere in essere lungo la tangenziale Neruda. Ma quegli oltre 85 milioni di euro di contributi del PNRR dove sono finiti?. Si aggiunga, pur senza polemica, che è stata realizzata nell’ambito del PNRR una bellissima nuova ciclabile nella zona industriale Modena Nord (Via Romania, Via Francia, Via Brigatti e prosegue lungo Via Jugoslavia e Via Germania, con una pista separata dai pedoni), per chi eventualmente volesse andare in bicicletta o a piedi ad esempio alla Lasa Metalli al Cpo, ma non solo.
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Sono state implementate, sempre nella zona industriale Modena Nord, isole salvagente, nuove aiuole alberate, messi in sicurezza gli attraversamenti con dossi rialzati e con la realizzazione di oltre quaranta nuovi parcheggi su Viale delle Nazioni. Tutto bellissimo, peccato che parallelamente a questi bellissimi interventi non si sia riusciti ad installare alcune telecamere al Villaggio Zeta, dove da anni si denuncia lo spaccio di droga - continua il Comitato -. La sicurezza urbana non può essere un lusso, è un diritto fondamentale che questa amministrazione comunale continua colpevolmente a negare, voltando le spalle alle richieste quotidiane dei cittadini. Mentre infatti si sprecano annunci e proclami politici sulla sicurezza, la realtà del nostro quartiere racconta una storia ben diversa. Parcheggi deserti, parchi e vie residenziali sono abbandonati a un'illuminazione pubblica scarsa o del tutto inesistente nelle zone verdi. A questo si aggiunge il totale immobilismo sul fronte della videosorveglianza. Nonostante le ripetute segnalazioni di atti vandalici, furti negli appartamenti e zone di spaccio, l’amministrazione continua dunque a respingere ogni richiesta di installare telecamere di contesto.
Il disinteresse totale del Comune per la nostra realtà, come per altre realtà di Modena, è ampiamente provato anche dalle condizioni di abbandono totale delle strade e dei marciapiedi che, oramai, sono divenuti impraticabili e non servono più all’uso cui sono destinati, tante sono le buche e gli avvallamenti da renderli impercorribili, soprattutto dalle persone più anziane. Ma i soldi dei contribuenti modenesi dove vanno a finire, se il Comune non li restituisce in servizi e manutenzione di strade e marciapiedi? La scusa della mancanza di fondi non regge più'.


'La sicurezza dei cittadini dovrebbe rappresentare la priorità assoluta di qualsiasi ente locale. Lasciare intere zone prive di illuminazione adeguata e di sistemi di deterrenza equivale a favorire chi agisce nell'ombra. Un'amministrazione sorda alle istanze del territorio dimostra di non comprendere i bisogni reali della propria comunità. Il silenzio è assordante ed inaccettabile. Non si comprende dunque a quale scopo siamo stati invitati. Chiusura da parte dell’amministrazione comunale anche per quanto riguarda la richiesta di chiarimenti e la possibilità di dialogo sul progetto di edificabilità nella zona di Via dello Zodiaco, parliamo del massiccio intervento di cementificazione di 16 palazzine di cinque piani, di cui, si ricorda, la più parte dei cittadini del Villaggio Zeta ha avuto notizia solo dalle testate giornalistiche locali.
Nonostante, infatti, ci sia stato ironicamente ricordato durante l’incontro del 3 giugno che i cittadini ben avrebbero potuto partecipare agli incontri informativi in merito, incontri di cui peraltro nessun socio ricorda la divulgazione, se per incontri, l’assessore all’edilizia intendeva il percorso cosiddetto “partecipato” promosso dal Comune nell’ottobre del 2024 nominato “Sei la Mia Città – Rigeneriamo Modena” promosso dal Comune nel 2024, si ricorda che le risultanze fornirono spunti di riflessione circa il potenziamento dell’area ciclopedonale e non veniva certo avvalorata una cementificazione come quella che l’amministrazione comunale ha avvallato oggi'.



'Al Villaggio Zeta si programma un quartiere che non sarà più verde, non sarà sostenibile e difficilmente abitabile. Inoltre, pare che questa amministrazione comunale abbia perso di vista che nel riferimento della strategia del PUG, la volontà dell'Amministrazione era quella di promuovere una stagione urbanistica improntata al contenimento del consumo di suolo, ma soprattutto operando con ciò che la città esistente può offrire, attraverso la rigenerazione. Ci si chiede dunque dove sia finita l’idea di rigenerazione. Dalla lettura infatti del PUG si evince che: “la rigenerazione dell’ambito di Via dei Gemelli si pone l’obiettivo di potenziare un ambito di città pubblica ad oggi incompiuto o inconcluso”, ancora “si localizzano diffusi interventi legali alla strategia di prossimità della città pubblica riguardanti il potenziamento delle polarità aggregative locali di natura culturale, sociale e scolastica: si evidenzia in particolare il complesso del centro di vicinato Zeta, che necessità in primo luogo di una maggiore connessione ciclabile con il centro storico, con i plessi scolastici vicini e con le altre attrezzature circostanti. L’obiettivo principale, riguarda infatti la valorizzazione di tali dotazioni, qualificate o potenziali aree di socializzazione fortemente identitarie e connotate”, ancora il PUG prosegue per quanto riguarda le aree interessate dal progetto “Zone Quiete” che: “La rigenerazione dei tessuti ed il miglioramento della qualità urbana per un maggiore beneficio pubblico dovrà essere sostenuta attraverso la progettazione e la realizzazione della zona quiete della scuola Don Milani con l’obiettivo di garantire una particolare protezione per gli utenti e per l’ambiente nel raggiungimento del plesso con mezzi di mobilità sostenibile e in sicurezza. Alcuni dei possibili interventi riguardano lo sviluppo di una rete ciclopedonale dedicata e il relativo aumento della copertura territoriale, la riconnessione di percorsi frammentati, la creazione di spazi di condivisione sociale e l’attuazione di trasformazioni urbane mediante pratiche collettive di urbanistica tattica”. In merito poi alle “Aree boscate/forestazione urbana” si legga (…) “L’incremento della qualità ambientale potrà essere raggiunto in seguito ad una valutazione di inserimento nel contesto e all’analisi delle esigenze e delle relazioni circostanti, oltre che mediante la piantumazione di nuovi elementi arborei o l’implementazione dell’arredo”. Si aggiunge altresì che la subordinazione degli interventi ad Accordo Operativo, come previsto dalla L.R. 24/2017 e dal Pug comunale, obbliga di fatto l'Amministrazione Comunale ad un confronto con i cittadini prima di qualsiasi decisione, seppur non operativa, al fine di non creare aspettative di qualsiasi genere'.

'Tale confronto si rende necessario per garantire la giusta conoscenza delle proposte, conoscere l'opinione dei cittadini, confrontarsi con proposte alternative, valutare insieme il beneficio pubblico eventualmente da inserire nell'Accordo operativo. Tutto ciò non è avvenuto, anzi. L'amministrazione comunale ha direttamente presentato in Consiglio Comunale l'esito della istruttoria della Manifestazione d'interesse rendendola ammissibile con il seguente esito: 'Verificata la conformità e l'interesse pubblico si ritiene ammissibile la presentazione della proposta di Accordo Operativo con gli approfondimenti e i condizionamenti indicati'. Tutto ciò in assenza del tanto decantato confronto con la cittadinanza. Oltretutto in contrasto con le direttive e prescrizioni che lo stesso PUG indica nella Tavola 'strategia di prossimità dei rioni' relativa al Rione Saliceta San Giuliano - Villaggio Zeta ove gli indirizzi sull'area, proprio quella di Via del Capricorno e dintorni, a seguito dell'analisi delle carenze riscontrate nel Rione, prescrivevano la necessità di collocare aree di svago, attività all'aperto, zone verdi alberate... Tutto questo dov'è finito? I cittadini residenti del Villaggio Zeta, soci del Comitato, sono stanchi dell’atteggiamento ancora una volta sbeffeggiante circa l’idea di un quartiere di serie A sul quale tutto ora si può imporre. Con ogni probabilità, infatti, siamo l’unica città, a livello nazionale che, ancora oggi, si preoccupa di consegnare suolo vergine al cemento, senza aver tentato, preliminarmente ed in alcun modo, di sondare strade alternative, che pur esistono ed avrebbero dovuto essere prese in considerazione, prima ancora di consumare suolo verde in una città che già soffoca tra esalazioni, smog ed effetto serra. Complimenti per il podio dei cementificatori'.

'Bel risultato per la città di Modena che pagherà un caro prezzo anche negli anni futuri a scapito delle prossime generazioni, peggiorando la vita e la vivibilità dei nostri figli e dei nostri nipoti e concorrendo alla decadenza eco-sostenibile della nostra bella città. Tutto ciò, come magra consolazione, favorirà un turismo non delle eccellenze modenesi, ma fondato sulle brutture cittadine che potremo “vantare” come esempi da evitare. I costi di questa insensata scelta li pagheranno tutti i cittadini di Modena negli anni a venire, ma, evidentemente, al sindaco non interessa che le ricadute di tali irrazionali decisioni le scontino i modenesi, perché lui, dopo aver creato questi immensi danni, se ne ritornerà da dove è venuto, senza potersi così godere i disastri prodotti alla nostra bella città dalle sue incomprensibili scelte. Si tratta di un Rione, quello di Saliceta San Giuliano - Villaggio Zeta, infatti, già penalizzato, che è delimitato dall’Autostrada, dalla tangenziale e dalla ferrovia Modena-Sassuolo. La presenza della Via Giardini, asse stradale critico per gli importanti flussi di traffico che attraversa il rione in direzione Nord-Sud, e strada Contrada che da via Giardini procede verso Est, è già al collasso dal punto di vista urbanistico, di smog e di viabilità, non è concepibile incrementare di altri oltre 200 alloggi tale tessuto residenziale, destinato comunque ad aumentare, in forza dell’esistente progetto di edificabilità di via dei Gemelli che vedrà l’abbattimento del bosco spontaneo, polmone verde per la parte residenziale di Via dei Gemelli, Via Massolo e Via dello Zodiaco. Il Comitato residenti Villaggio Zeta Modena non ci sta e ricorrerà ad ogni mezzo legittimo per contrastare questa cementificazione assurda, che sottrarrà aree verdi al territorio e che porterà al collasso la rete viaria locale già in difficoltà, causando un drastico peggioramento del traffico e un aumento esponenziale di smog e polveri sottili nell'aria. Strade già sature che possono diventare così teatro di continui incidenti, mettendo a rischio l'incolumità di automobilisti e pedoni, nonché aumentando esponenzialmente l’inquinamento che già satura i polmoni di chi abita nel quartiere, con un probabile incremento delle malattie polmonari, anche di natura oncologica; di questi danni, cagionati all’ambiente e all’uomo, sarà ritenuta responsabile esclusivamente l’amministrazione comunale per le assurde scelte che ha voluto ostinatamente assumere. In questo scenario di crescita incontrollata, i servizi essenziali restano fermi al palo. Parcheggi, parchi e vie residenziali sono abbandonati a un'illuminazione pubblica scarsa o del tutto inesistente, come la sicurezza dei cittadini modenesi, una chimera troppo spesso promessa, ma mai realizzata. Ancora una volta complimenti'.

Nella foto il presidente del Comitato, Giovanni Parisi
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