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Palazzine nell'area delle ex caserme di via Giardini, via libera tra le critiche

Palazzine nell'area delle ex caserme di via Giardini, via libera tra le critiche

Approvata dal Consiglio Comunale la proposta di rigenerazione comprensiva della rotatoria su via dello Zodiaco, ma manca il collegamento con Stradello San Giuliano. Bertoldi (Lega) richiama il tema della legalità e i richiami della Banca d'Italia sull'azienda costruttrice. Il PD:'Votiamo orgogliosamente si senza imbarazzi'


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Completa demolizione dei fabbricati un tempo dedicati a deposito militare e attualmente dismessi e già parzialmente crollati, al posto dei quali sorgerà un complesso edilizio costituito da quattro edifici residenziali di quattro piani più il piano terra, ciascuno con 9 unità immobiliari; realizzazione del tratto di infrastruttura stradale con la rotatoria di innesto alla viabilità esistente di via Giardini e una carreggiata a due corsie a doppio senso di marcia affiancata, sul lato nord, da una pista ciclopedonale di connessione a quella già esistente su via Giardini. Inoltre la realizzazione delle infrastrutture per l'urbanizzazione dell'insediamento funzionali all'attuazione del comparto: l'ingresso principale all'area avverrà dal nuovo tratto di infrastruttura viaria, ma si prevede anche un ingresso secondario su via Giardini, tramite un intervento di innesto con sole svolte alla mano. Al Comune sarà inoltre corrisposto un contributo pari a 151 mila euro.

Queste le principali caratteristiche tecniche dell'intervento che su proposta della consorzio Cesa, dovrebbe essere realizzato in via Giardini, praticamente all'altezza di Saliceta, nell'area delle ex Caserme. Proposta illustrata in consiglio comunale dall'assessore all'urbanistica Carla Ferrari approvata con il voto favorevole di Pd, Spazio democratico, Pr-Sl Azione, Avs, M5s e Modena per Modena, e con l'astensione di FdI, Lega Modena, FI, Modena in Ascolto.
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Il progetto non comprende la parte di infrastruttura di collegamento tra la nuova rotatoria e stradello San Giuliano, originariamente prefigurata, considerando - a detta del Comune - la necessità di approfondire le caratteristiche del tracciato e la compatibilità con le risorse che verranno corrisposte dall'attuatore del comparto, consistenti in 761 mila euro, che dovranno essere utilizzate dall'Amministrazione in opere pubbliche di mobilità nello stesso quadrante urbano. Gli approfondimenti tecnici, progettuali ed economici saranno oggetto di approfondimento da parte degli uffici competenti per la successiva programmazione delle opere pubbliche da realizzare. L'assenza del collegamento ha generato però molte critiche da parte dei cittadini, espresse anche direttamente sulla pagina social dell'assessore ai lavori pubblici Giulio Guerzoni.

Nel dettaglio, la superficie territoriale complessiva del comparto oggetto di intervento è di circa 16.150 metri quadrati, con una superficie fondiaria di 9.300 metri quadrati. Una quota pari a circa 6.850 metri quadrati, posta a nord dell'area edificabile, sarà ceduta all'Amministrazione, con 992 metri quadrati di opere di urbanizzazione primaria e il resto con destinazione ad attrezzature e spazi collettivi. Tra le dotazioni sono previsti 94 parcheggi pertinenziali e 140 posti bici.

La proposta di Accordo operativo è risultata conforme al Pug e alla pianificazione territoriale e settoriale vigente ed è stata valutata di interesse pubblico. È inoltre stata ritenuta sostenibile dal punto di vista economico.

Dopo il parere favorevole alla proposta di Accordo operativo la proposta approvata sarà pubblicata per 60 giorni. Dopo il periodo di pubblicazione e la raccolta di osservazioni, l'Amministrazione procederà con l'istruttoria tecnica e l'espressione dei pareri di competenza; a seguire, la proposta tornerà in Consiglio comunale per la decisione sulle osservazioni presentate e l'autorizzazione alla stipula dell'Accordo operativo.

Nel dibattito Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha richiamato l'attenzione sulla società proponente l'intervento, osservando che 'la nuova gestione è stata destinataria di rilievi da parte della Banca d'Italia, con sanzioni per carenze nei controlli interni e irregolarità in materia di antiriciclaggio'. Il consigliere ha quindi invitato l'Amministrazione a 'mantenere alta l'attenzione sugli aspetti legati alla legalità, tenendo gli occhi aperti e monitorando l'operazione'.

Diego Lenzini (Pd) ha affermato di votare 'orgogliosamente e senza imbarazzo' a favore della delibera. Per il capogruppo, l'intervento rappresenta 'un'importante operazione di rigenerazione' di un'area abbandonata da molti anni, coerente con gli indirizzi del Pug e con i bisogni abitativi della città.
Lenzini ha quindi definito 'strumentale' il riferimento all'emendamento del gruppo sull'Ers relativamente alla delibera sulle manifestazioni di interesse, affermando che 'non c'entra nulla con questi progetti di rigenerazione' e sottolineando che l'Accordo operativo produce un concreto 'beneficio pubblico', sia sul fronte della casa sia su quello della mobilità.

Giovanni Silingardi (M5s) ha spiegato che la valutazione della delibera si basa su due aspetti principali: la coerenza dell'intervento con il Pug e la presenza di un effettivo 'beneficio pubblico'. Il consigliere ha ricordato che l'Accordo operativo prevede opere di urbanizzazione e infrastrutture a carico del proponente, oltre a risorse destinate a migliorare la mobilità del quadrante interessato. Silingardi ha inoltre sottolineato che l'Amministrazione ha verificato la sostenibilità economica dell'intervento e ha ribadito che 'tutti i soggetti coinvolti hanno il diritto e il dovere di effettuare le opportune verifiche e vigilare' nell'ambito delle rispettive responsabilità.

Elisa Rossini (Fratelli d'Italia) ha espresso 'grande stupore per il silenzio della maggioranza che denota un certo imbarazzo', richiamando quelle che ha definito 'contraddizioni' rispetto agli emendamenti presentati nelle recenti delibere sulle manifestazioni di interesse. Secondo la consigliera, il sostegno a questo intervento conferma la validità della posizione del centrodestra nel 'limitare il più possibile l'Edilizia residenziale sociale', giudicando invece condivisibile un progetto che 'fa edilizia libera' e rigenera un'area degradata della città. Rossini ha quindi annunciato l'astensione del gruppo, spiegando che il procedimento si fonda su atti precedenti 'sui quali gli attuali consiglieri non hanno potuto svolgere verifiche dirette'.

L'assessore Carla Ferrari, replicando alle osservazioni di Bertoldi, ha precisato che 'sono state effettuate tutte le verifiche necessarie' nell'ambito della procedura e che, come già illustrato in Commissione, gli uffici comunali 'non hanno riscontrato elementi ostativi'. L'assessora ha quindi ribadito che, sotto il profilo amministrativo, 'dal punto di vista delle verifiche è tutto regolare' e che la proposta di Accordo operativo può proseguire il proprio iter.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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