Dopo anni di contenziosi, ricorsi e decreti ingiuntivi, il Comune di Modena prova a chiudere la lunga vertenza con la società Retail Real Estate Management (Rrem), concessionaria del Caffè Concerto di Palazzo Comunale. La Giunta guidata dal sindaco Massimo Mezzetti ha approvato l'ipotesi di accordo transattivo proposta dal giudice del Tribunale civile nell'ambito della causa di opposizione al decreto ingiuntivo.
L'intesa, se sarà accettata dalla società entro i termini fissati, prevede innanzitutto il pagamento da parte di Rrem di 924.057 euro, somma che comprende 685.453 euro di canoni arretrati maturati fino al 29 dicembre 2025 e 238.603 euro di rimborsi per le utenze fino all'8 aprile 2025, oltre agli interessi.
In cambio il Comune concederebbe nuovamente gli spazi del Caffè Concerto per dodici anni, mantenendo la continuità del rapporto concessorio ma con un nuovo canone annuo di 152.679 euro oltre IVA (186.268 euro complessivi), aggiornabile annualmente secondo l'indice Istat.
Una vicenda iniziata nel 2022
La controversia nasce dalla gestione dei locali di Piazza Grande, affidati a Rrem nel 2018 attraverso una gara pubblica. Secondo la ricostruzione contenuta nella delibera approvata ieri, nel gennaio 2022 la società aveva segnalato criticità sugli impianti dell'immobile, sostenendo di non poter realizzare il progetto di riqualificazione previsto dall'offerta presentata in gara.
Da quel momento si sono susseguiti incontri e tentativi di mediazione.Il Comune sostiene però che la concessionaria abbia continuato a utilizzare regolarmente i locali senza versare i canoni dovuti e senza completare gli interventi di riqualificazione promessi. Nel frattempo il debito è progressivamente aumentato.
Nel giugno 2025 il Tribunale di Modena ha respinto un primo ricorso cautelare presentato dalla società, mentre a fine 2025 il Comune ha dichiarato decaduta la concessione e ha ottenuto un decreto ingiuntivo per oltre 924 mila euro. Parallelamente si sono aperti anche procedimenti davanti al Tar e al Consiglio di Stato.
Durante l'udienza del 2 luglio scorso è stato lo stesso giudice civile a proporre una soluzione conciliativa. La proposta, ora recepita dalla Giunta comunale, punta a evitare il proseguimento del doppio contenzioso civile e amministrativo.
La transazione comporta dunque una rinuncia da parte dell'ente. Palazzo Comunale rinuncerebbe infatti ai canoni e alle spese maturati dopo il periodo coperto dal decreto ingiuntivo e fino alla firma della nuova concessione. Secondo la delibera, questa rinuncia è giustificata dal vantaggio complessivo derivante dalla chiusura della controversia e dalla riattivazione del servizio.
Ovviamente la delibera approvata dalla Giunta rappresenta soltanto il via libera all'ipotesi di accordo.



