Ieri l'avvocato Luca Ghelfi aveva posto pubblicamente alcune domande: quanto ha realmente investito Carimonte? Quanto ha reso l'investimento? Quanto vale oggi la partecipazione? Quale valutazione del rischio venne fatta?
Almeno ad alcune di quelle domande è ora possibile dare una risposta. La Pressa ha acquisito ed esaminato i bilanci depositati da Carimonte, comprese le Note integrative. E il primo dato consente di mettere una cifra esatta sull'operazione.
Nel 2024 con 2.035.805 euro Carimonte entra nel capitale di Gruppo Sae nel luglio 2024. Il 25 luglio Sae delibera un aumento di capitale e il 29 luglio viene depositato il nuovo elenco soci nel quale compare per la prima volta Carimonte Holding con 236.258 azioni. Sae diventa così tra le partecipazioni non quotate indicate nel documento, una delle operazioni più rilevanti realizzate da Carimonte nell'anno.
Nel 2025 altri 500mila euro
Ma la seconda sorpresa arriva dal bilancio successivo. L'investimento non si ferma infatti all'ingresso del 2024. Al 31 dicembre 2025 il valore contabile della partecipazione in Gruppo Sae sale da 2.035.805 a 2.535.805 euro. La differenza è esattamente di 500mila euro. Dunque, dopo avere investito oltre due milioni nel 2024, Carimonte nel 2025 incrementa ulteriormente il valore della propria partecipazione nell'editore della Gazzetta di Modena. Contemporaneamente, il 17 marzo 2025, Massimo Giusti viene nominato consigliere di Gruppo Sae. Nove giorni dopo, il 26 marzo, entra anche nel consiglio di amministrazione di Carimonte Holding, per poi essere confermato il 12 maggio nel nuovo Cda della holding.Ma quanto vale la partecipazione Sae? Al 31 dicembre 2025 Carimonte mantiene le azioni Sae iscritte nei propri conti per 2.535.805 euro. Nello stesso bilancio, tuttavia, viene indicato per quella partecipazione un fair value di 2.028.758 euro. La differenza è di 507.047 euro. In altri termini, alla chiusura dell'esercizio 2025 il valore corrente stimato della partecipazione risulta circa il 20% inferiore al valore al quale Carimonte continua a mantenerla nei propri libri.
Sia chiaro, quei 507mila euro non costituiscono una perdita realizzata: Carimonte non ha venduto la partecipazione a quel valore e non ha proceduto a una svalutazione contabile.
La sequenza è questa: 2.035.805 euro nel 2024; altri 500mila euro nel 2025; valore contabile complessivo 2.535.805 euro; fair value a fine 2025 pari a 2.028.758 euro. Nel 2026 Sae vara infine un nuovo aumento di capitale fino a 30 milioni di euro, con l'emissione anche di nuove azioni della stessa categoria C posseduta da Carimonte. E oggi Carimonte possiede circa il 5,18% del gruppo che edita anche la Gazzetta di Modena con 354.106 azioni.
E la Fondazione?
Nel 2024 Carimonte ha garantito alla Fondazione di Modena oltre 4,2 milioni di euro di dividendi. Per determinare il valore corrente della propria partecipazione in Carimonte al 31 dicembre 2024, la Fondazione dichiara di avere utilizzato proprio il progetto di bilancio 2024 di Carimonte. Quello stesso bilancio nel quale compare per la prima volta la partecipazione da 2.035.805 euro in Gruppo Sae. Eppure nel bilancio della Fondazione, Sae non viene nominata. Non abbiamo trovato una spiegazione delle ragioni dell'investimento nell'editore della Gazzetta di Modena.I bilanci non dicono perché
Se i documenti societari consentono di rispondere alla domanda 'quanto?', rimane quindi senza risposta la domanda 'perché?'.Perché una holding controllata al 59,964% dalla Fondazione di Modena ha deciso di investire oltre due milioni di euro proprio nel gruppo proprietario del principale quotidiano cartaceo modenese? Perché nel 2025, anziché fermarsi all'investimento iniziale, ne ha incrementato il valore di altri 500mila euro? Quali rendimenti erano attesi? Quali dividendi sono stati distribuiti? Quali prospettive di medio-lungo periodo giustificano il mantenimento a bilancio per 2,535 milioni di una partecipazione alla quale, alla fine del 2025, veniva attribuito un fair value inferiore di oltre mezzo milione? Domande che - considerato il fine sociale della Fondazione e la storia del denario che gestisce legata a doppio filo al risparmio dei modenesi - meriterebbero una risposta.
Giuseppe Leonelli




