Da uno studio approfondito effettuato dalla UIL su dati elaborati dal Ministero dell’Interno relativo ai contributi erogati ai Comuni per la partecipazione all’attività di accertamento e recupero dell’evasione fiscale, emerge un dato sconcertante che di fatto purtroppo è in linea con il trend nazionale, ovvero i Comuni non partecipano alla lotta all’evasione fiscale.
'Infatti, dall’introduzione degli strumenti per coinvolgere le amministrazioni comunali nel contrasto all’evasione fiscale, l’effettivo contributo ai Comuni è ancora un’eccezione anzichè una componente strutturale delle politiche di compliance e di equità fiscale anche nel territorio modenese – afferma Roberto Rinaldi coordinatore Uil Modena -. Specificando che ai Comuni è attribuita una quota incentivante delle maggiori somme riscosse, anche a titolo non definitivo, relative ai tributi erariali, parliamo per competenza principalmente di Iva ed Irpef alle realtà modenesi nell’anno 2025, quindi su accertamenti effettuati nel 2024, sono state attribuite risorse pari a 105.690,08 euro, quindi il 50% del totale così come da delibere ministeriali. Il nulla se pensiamo che su tutto il territorio nazionale il magazzino dei crediti fiscali ammonta a circa 25 miliardi di euro'.
'Nello specifico sono solamente 12 su 47 le realtà comunali che cercano di impegnarsi sul tema, ma con scarso rendimento.
Se dovessimo stilare una particolare classifica tematica registreremmo un podio composto da Modena al primo posto con un’assegnazione di 29.127,40 euro ( quindi recupero di 58.254,8 euro), Carpi al secondo con assegnazione di 27.187,93 e Nonantola al terzo con 18. 651,99 euro assegnati, seguono Soliera, Formigine, Novi di Modena, Mirandola, Campogalliano, Sassuolo, Castelfranco Emilia, Sestola ed infine Spilamberto. Tutto ciò avviene a causa della carenza di personale qualificato, della ridotta capacità amministrativa e delle complessità delle procedure. Tutti fattori che incidono in modo determinante sulla possibilità di partecipare attivamente ai processi di segnalazione e accertamento – prosegue Rinaldi -. A questo si aggiungono vincoli contabili e procedure burocratiche complesse che nella maggior parte dei casi disincentivano le amministrazioni comunali a puntare nel recupero di tante risorse economiche che ogni anno purtroppo vengono sottratte alla collettività e che potrebbero essere destinate ad esempio per migliorare la sanità, i trasporti, le scuole, la sicurezza, il welfare'.'Pertanto per noi della Uil è necessario che ci siano maggiori investimenti nelle competenze professionali, nella digitalizzazione e nella gestione associata delle funzioni, oltre ad un supporto tecnico operativo continuo da parte dell’Agenzia delle Entrate e delle amministrazioni competenti.




