Un filo che parte dalla Fondazione guidata dal presidente Matteo Tiezzi e dal direttore generale Luigi Benedetti (entrambi saldi al loro posto nonostante lo scandalo), che passa da Carimonte Holding e, attraverso la figura di un uomo di ferro del Sistema modenese, Massimo Giusti, arriva proprio al Gruppo Sae. Una storia che merita di essere raccontata e che descrive partecipazioni azionarie, aumenti di capitale e, soprattutto, dal 2025 l'ascesa di Giusti che siede contemporaneamente negli organi di amministrazione delle due società coinvolte.
Le visure camerali che abbiamo consultato permettono di ricostruire il quadro con date e percentuali precise. Un affresco che consente di dimostrare, numeri alla mano, il peso importante di Carimonte-Fondazione nella compagine proprietaria della Gazzetta di Modena.
Il primo passaggio riguarda Carimonte Holding spa. La società ha un capitale di 125 milioni di euro, suddiviso in 25 milioni di azioni. La proprietà è concentrata nelle mani di due fondazioni di origine bancaria. La Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, oggi appunto Fondazione di Modena, possiede 14.991.000 azioni, per un valore di 74.955.000 euro, pari al 59,964% di Carimonte. La Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna possiede invece 10.009.000 azioni, pari al 40,036%. Carimonte è dunque una holding nella quale Fondazione di Modena dispone della maggioranza assoluta del capitale. Nel cda di Carimonte, ente che garantisce alla Fondazione di Modena i dividendi necessari per l'enorme mole di finanziamenti messi in campo ogni anno e per anni legato al nome di Domenico Livio Trombone, oggi siedono, oltre al presidente Andrea Dalledonne, Luigi Benedetti (che è anche il direttore della Fondazione), Ethel Frasinetti (direttore generale della Fondazione del Monte) e Massimo Giusti, ex vicepresidente della Fondazione e uomo chiave nel mondo della cooperazione sociale e non solo.
Il secondo passaggio porta direttamente all’editoria. Gruppo Sae aveva acquisito dalla Gedi News Network il ramo comprendente la Gazzetta di Modena già il 15 dicembre 2020. Ebbene quattro anni dopo, esattamente il 25 luglio, il Gruppo Sae delibera un aumento di capitale da 3.780.119 a 4.134.506 euro e quattro giorni dopo, il 29 luglio, l’aumento viene sottoscritto. La visura camerale registra il nuovo elenco dei soci e in quell’elenco compare Carimonte Holding con 236.258 azioni Sae.
Negli anni poi la partecipazione di Carimonte in Sae crescerà: secondo l’ultimo elenco soci disponibile, aggiornato al 20 agosto 2026, Carimonte possiede infatti 354.106 azioni Sae, pari a circa il 5,18% del capitale. Un investimento importante che pone Carimonte come il nono socio in ordine di importanza del gruppo editoriale per quantità di capitale su 30 soci.
Ma è sul terreno della governance che compare l’uomo probabilmente più interessante dell’intera vicenda. Il 17 marzo 2025, infatti, Massimo Giusti viene nominato consigliere di Gruppo Sae e la nomina viene iscritta al Registro Imprese il 9 maggio 2025, un ingresso legato peraltro alla scelta di Sae di ampliare il proprio consiglio di amministrazione, col numero dei componenti che passa da nove a dieci.
A completare il mosaico c’è infine una coincidenza numerica che non ha valore societario, ma fotografa bene l’ordine di grandezza dell’investimento.
Carimonte - come detto - possiede circa il 5,18% di Sae. Considerando l’audience Audipress delle sette testate oggi appartenenti al gruppo, la Gazzetta di Modena rappresenta circa il 5,7% dei lettori complessivi. Le due percentuali misurano ovviamente grandezze differenti: il 5,18% è capitale sociale, il 5,7% è audience. Non è quindi corretto dire, in termini giuridici, che Carimonte 'ha comprato la Gazzetta di Modena', ma non può passare inosservato come il peso percentuale dell’investimento Carimonte nel gruppo sia quasi sovrapponibile al peso che oggi la Gazzetta di Modena rappresenta nell’audience complessiva dei quotidiani Sae. In termini puramente proporzionali, è quasi come se il peso dell’investimento modenese di Carimonte corrispondesse al peso della testata modenese all’interno del gruppo. Insomma la Fondazione, attraverso Carimonte, è proprietaria del 60% del 5,7% di Sae, società che edita la Gazzetta di Modena che nel gruppo editoriale pesa in termini di lettori circa il 5,7%. Insomma di certo si può dire che una fetta importante della Gazzetta è nelle mani della Fondazione del duo Tiezzi-Benedetti.
Perchè il colosso Carimonte ha deciso di investire in un asset così lontano, anche in termini di rendimento, dai pacchetti azionari che gestisce?
Quanto incide Carimonte nella linea editoriale del giornale?
Quanto influisce sulla lettura politica del racconto della realtà modenese offerto dal giornale cartaceo?
A queste domande i freddi numeri ovviamente non possono rispondere.
Giuseppe Leonelli
Nella foto Tommaso Rotella, Massimo Giusti e Luigi Benedetti


