In questo caso - al di là della incognita Vannacci e delle relative speranze di un ritorno in Parlamento di Guglielmo Golinelli - la partita si gioca tutta in casa Fdi, con Forza Italia e Lega a fare da comprimari. Scontata quindi la rielezione di Michele Barcaiuolo, pronto a stilare un elenco di nomi meloniani di secondo piano che non lo possano minimamente oscurare, mentre più complessa sarà la partita di Daniela Dondi, anche se la sua ricandidatura difficilmente sarà messa in discussione.
Ma insieme alle Politiche a Modena il prossimo anno è attesa una importante scadenza elettorale. Nel 2027 in provincia di Modena si voterà infatti in nove Comuni, tre dei quali sopra i 15.000 abitanti. Fuori dalle roccaforti inespugnabili Pd, Castelnuovo su tutte, le sfide più interessanti saranno a Pavullo e Finale Emilia dove, per storia e dinamiche recenti, il centrodestra sulla carta ha buone chance per cercare di strappare il Comune ai civici e al centrosinistra.
Sia nel Comune montano che in quello della Bassa sono in campo da tempo due candidature 'forti', entrambi provenienti da Fdi, quella di Daniele Iseppi a Pavullo e quella di Monica Malaguti a Finale Emilia.
Iseppi e Malaguti hanno buone chance di battere gli uscenti Davide Venturelli (civico) e Claudio Poletti (Pd), ma proprio per questo il partito meloniano a Modena con l'asse Pulitanò-Barcaiuolo non vede la loro ascesa di buon occhio, scorgendo in loro potenziali avversari nelle prossime competizioni nazionali e regionali. Lanciati nella mischia da tempo ma senza una investitura ufficiale, con il chiaro intento di lasciarli rosolare nell'eterno brodo delle critiche preventive, i due possibili candidati si trovano ora soli nella costruzione di un programma e di una squadra con la spada di damocle di un improvviso ordine di scuderia, una dicktat calato dall'alto per fare il famoso 'passo di lato'. Ovviamente nel nome del 'bene del partito'. Ci mancherebbe...
Giuseppe Leonelli


(1).jpg)