Alla fine Elly Schlein dovrebbe essere venuta alla Festa dell’Unità di Modena: oggi, 10 settembre, intorno alle 18, ma di nascosto: per un saluto “fuori menù” ai volontari dei ristoranti. Senza foto. La notizia è rimasta sottotraccia: era circolata solo tra gli addetti ai lavori attraverso uno scomposto messaggio nelle chat del Pd. Pare originato addirittura da dirigenti di primissimo piano, di certo ripreso e rilanciato da dirigenti locali. I quali naturalmente smentiscono, ma i malumori restano.
Il problema non è che Schlein venga solo a salutare i volontari: se non era stata inclusa nel programma originario qualcosa vorrà dire, inutile forzare. Il problema è il modo in cui il Pd modenese comunica la visita, ai soli iscritti alle chat. Dopo aver spiegato che lo staff della segretaria ha annunciato il passaggio, l’estensore del WhatsApp precisa: «Non entro nel merito di questa modalità». Poi invita comunque tutti a partecipare per mostrare, «nonostante tutto», la passione e lo spirito di comunità del partito.
Sono due espressioni difficili da considerare casuali. Se l’arrivo della segretaria nazionale fosse una normale visita alla Festa non ci sarebbe nessuna «modalità» da non commentare. E soprattutto nessun «nonostante tutto».
Cosa ci sia dietro non è dato sapere.
Schlein potrebbe non essere stata invitata. Potrebbe essere stata invitata e avere scelto lei una presenza ridotta. Potrebbero esserci stati contatti successivi alla definizione del programma. Potrebbe semplicemente non voler partecipare a passerelle con un gruppo dirigente locale così bonacciniano. Sono tutte ipotesi. Il fatto resta: la segretaria nazionale del Pd non era nel programma della Festa dell’Unità di Modena e adesso compare di nascosto, con una visita comunicata solo nelle chat interne e con un certo distacco.Naturalmente nessuno dirà che esiste un problema fra il Pd modenese e la sua segretaria. Ma il gruppo dirigente modenese è da sempre molto più vicino a Stefano Bonaccini che a Schlein. E proprio per questo l’assenza dal programma pesa più della visita. Modena non vuole lanciare Schlein come possibile leader della coalizione e sostenerla alle primarie, se mai ci saranno?
Non è di certo il trattamento riservato pochi giorni fa a Silvia Salis. La sindaca di Genova è arrivata in via Divisione Acqui con ben altra cornice: dirigenti nazionali e locali schierati in prima fila, tutti a sbavare – sempre politicamente parlando – intorno a quella che una parte del Pd pare considerare già qualcosa di più della sindaca di Genova.
La differenza è politica prima ancora che organizzativa. Salis – che non è iscritta al Pd – viene trattata come una leader, Schlein come un’ospite imbucata. Del resto nella provincia dove il Pd ha eletto sindaci Massimo Mezzetti e Riccardo Righi, entrambi fuori dal Pd, e ha nominato due segretari nell’incapacità di nominarne uno, ci sta che venga preferita una premier non del Pd.
Magath



