L’assessore ha illustrato i dati raccolti dalla Polizia Locale sulle richieste di intervento dei cittadini nella zona di via Gallucci, confrontando il periodo 1 giugno – 30 agosto 2025 con lo stesso arco temporale del 2026. 'Nel 2025 le chiamate erano state 79, mentre nel 2026 sono scese a 23'. Un calo superiore al 70%, che Zanca rivendica come risultato delle politiche condivise con commercianti, associazioni e residenti: regolamenti più stringenti, revisione delle penalizzazioni, lavoro capillare sugli orari e sulla gestione dei dehors. E non solo: 'Delle 23 richieste del 2026, gli episodi potenzialmente riconducibili all’ordine pubblico sono ancora meno. Gli interventi per musica troppo alta, uno dei problemi storici della zona, sono stati soltanto quattro. Gli interventi per dehors abusivi, zero'.
Zanca aggiunge che, secondo informazioni informali ricevute, anche i dati della Questura confermerebbero un quadro tranquillo: nell’arco di sei mesi gli interventi della forza pubblica sarebbero stati meno di uno al mese. 'Per questo la zona rossa risulta una forzatura: i dati che abbiamo dicono altro', afferma l’assessore, che sottolinea come l’amministrazione abbia già affrontato il punto più critico della movida con interventi strutturali e regolamentari. Tra questi, la nuova illuminazione pubblica prevista per piazza San Francesco, Corso Vittorio Emanuele e l’intero centro storico, finanziata attraverso fondi regionali e progetti dedicati.
Zanca chiarisce che la sua non è una critica ideologica, ma una valutazione di merito: 'Se la zona rossa è una forma di garanzia ulteriore, bene. Ma se significa mandare i carri armati, non sta in piedi. Non sta in piedi perché i dati dicono altro'. La divergenza con il sindaco, che aveva difeso la misura e della necessità di un presidio più forte nel centro storico, apre un fronte politico evidente.
Da un lato la Prefettura e il sindaco, favorevoli alla zona rossa; dall’altro il PD e Zanca.



