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Amministrative 2027 a Modena, il centrosinistra ha già acceso i motori: il centrodestra dorme il sonno degli arresi

Amministrative 2027 a Modena, il centrosinistra ha già acceso i motori: il centrodestra dorme il sonno degli arresi

Stavolta il rischio maggiore di ottenere il tanto temuto successo, il centrodestra lo corre a Finale Emilia e a Pavullo


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Come giustamente ha ricordato il consigliere regionale Avs Paolo Trande, nel 2027 in provincia di Modena si voterà in nove comuni, tre dei quali sopra i 15.000 abitanti. Una sfida elettorale di fronte alla quale - dopo lo smacco subito a Vignola - il centrosinistra ha già acceso i motori. Oggi sul tema, subito dopo Trande, sono intervenuti i segretari locali Pd e del M5S, parole di circostanza e di tattica politica, ma comunque specchio di una volontà sottesa di creare le condizioni per vincere. Vincere per riconfermare un Sistema di potere che, al di là di poche eccezioni territoriali, mai ha conosciuto discontinuità.
E il centrodestra? Il centrodestra, come avviene in ogni competizione elettorale nel modenese a memoria d'uomo, dorme il sonno degli arresi. Pervicacemente arresi.
Per l'opposizione oggi a traino Fdi la vittoria nella roccaforte rossa viene vissuta più che come un obiettivo, come un fastidioso incidente da evitare, ovviamente mostrando formalmente di volerlo raggiungere. Vincere significa creare figure di rilievo potenzialmente in grado di scalzare i leader locali nelle corse personali che contano (Parlamento e Regione), pericolosi avversari coi quali fare i conti nel momento della verità, quando occorre promuovere a Bologna e Roma i fidati, coloro che attendono
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in fila con religiosa riverenza per le gerarchie e con deferente obbedienza verso i capibastone.
Per questo - come sempre - il dibattito interno a Fdi-Fi-Lega sulla scelta dei candidati sindaci anche in questa occasione si aprirà a ridosso del voto, quando ormai la ricerca dell'uomo o della donna da contrapporre al Pd assomiglia più a una corsa al ribasso che a una selezione tra i migliori.
Le elezioni nei capoluoghi Modena e Carpi sono da sempre emblematiche, ma anche nei Comuni 'minori' lo schema è ben consolidato: mettere in campo ogni sforzo per evitare di conquistare l'onere di governare il territorio, ovviamente predicando a gran voce l'esigenza di alternanza.
In quest'ottica tutto dovrebbe andare liscio verso una serena sconfitta a Castelnuovo e nei piccoli Comuni montani, mentre il rischio maggiore di ottenere il tanto temuto successo, il centrodestra lo corre a Finale Emilia e a Pavullo dove, storicamente, il Pd ha mostrato i limiti maggiori. In entrambi i casi vi sono, stranamente, due candidati sulla carta preparati e desiderosi di fare bene: Monica Malaguti a Finale Emilia e Daniele Iseppi a Pavullo, entrambi di Fdi. Potrebbero vincere davvero e questo - per le logiche tipiche del centrodestra - è il limite maggiore alla materializzazione delle rispettive candidature.
Del resto le risorse strategiche dei vertici del centrodestra modenese, a dispetto di una base talvolta follemente desiderosa di vincere, sono illimitate e c’è da scommetterci: per perdere si farà tutto il possibile. Whatever it takes per una così nobile causa.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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