Era il 27 settembre 2025 quando il sindaco Massimo Mezzetti incontrò in Municipio la Albanese, la relatrice speciale dell'Onu per i diritti umani nei territori palestinesi, in città in quei giorni per partecipare proprio al Dig Festival.
Un incontro al quale parteciparono anche i deputati Stefano Vaccari e Stefania Ascari e i consiglieri regionali Giovanni Gordini e Paolo Trande e al termine del quale il sindaco omaggiò la Albanese con un “Grosso” d'argento, la prima moneta coniata dalla comunità modenese nel 1226.
'Sono sincero, io ho avuto dall'inizio perplessità nel ricevere la Albanese, c'era una forte pressione dell'opinione pubblica e davanti al mio ufficio si presentarono i parlamentari pur non invitati - aveva poi spiegato Mezzetti in Consiglio comunale -. Il clima era quello e la richiesta era di concedere la cittadinanza ordinaria alla Albanese, io mi limitai a un incontro a porte chiuse. Ammetto che una settimana dopo, dopo i fatti di Reggio Emilia, non avrei fatto neppure questo. La Albanese è venuta a meno a un ruolo istituzionale di sobrietà al quale era chiamata e al principio di non abbracciare fanatismi. Sicuramente oggi quella fase è superata e se si dovesse riproporre sarebbe gestite diversamente'.
Frasi durissime, seguite allo scontro tra la Albanese e il sindaco di Reggio Massari, con l'umiliazione del primo cittadino davanti a tutta la platea. Frasi, quelle di Mezzetti, alle quali la Albanese replicò con altrettanta durezza: 'E' arrivato il momento di restituire la moneta della città di cui il sindaco mi fece dono: un memento che servirà più a lui che a me'.
Ora dopo questo edificante siparietto la relatrice Onu, torna a Modena ospite di un evento che ha avuto il contributo di 100mila euro del Comune. Un cortocircuito difficile da capire.
Giuseppe Leonelli

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