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Modena, sul Dg Maria Sergio il M5S passa da leone ad agnello: ora è l'assessore alla legalità lo smemorato

Modena, sul Dg Maria Sergio il M5S passa da leone ad agnello: ora è l'assessore alla legalità lo smemorato

Quando Ferraresi tornerà in ufficio, dovrà fare i conti con colei che voleva si dimettesse: potrà sempre lamentare un attacco improvviso di amnesia a 5 Stelle


2 minuti di lettura

E' vero che in politica cambiare idea è abbastanza comune ed è anche vero che la coerenza purtroppo - come dimostrano molteplici casi nazionali - non è la prima delle virtù richieste a un amministratore.
Ma ci sono limiti di buon senso che è difficile non vedere. A Modena il sindaco Massimo Mezzetti ha deciso di indicare nel dirigente Maria Sergio il nuovo direttore generale al posto di Lorenzo Minganti. Scelta legittima del primo cittadino che ha dovuto fare i conti con il repentino addio dell'uomo da lui scelto un anno e mezzo fa.
Il problema è che nella giunta Mezzetti vi è un assessore alla legalità, Vittorio Ferraresi del Movimento 5 Stelle, che contro Maria Sergio si scagliò - insieme a tutti i vertici grillini di allora - in maniera durissima con tanto di vignetta irridente, chiedendone le dimissioni nel 2017. Sotto il comunicato ancora presente sulla sua pagina Facebook.

Parole pesantissime con le quali si faceva riferimento alla antimafia, alla ndrangheta e si accusava la Sergio di essere la 'smemorata di Cutro'.
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Da notare che Maria Sergio non era indagata allora e non è indagata oggi per quei fatti, dunque - secondo la tesi grillina di allora - nulla è cambiato in questi anni dal punto di vista della 'opportunità'.
Bene, sono passati dunque 9 anni e nessuno nel Movimento 5 Stelle ha ritrattato quelle frasi, nessuno ha detto 'ci siamo sbagliati'. Anzi, sui social dei protagonisti è ancora tutto ben visibile. Compreso sulla pagina dell'attuale assessore alla legalità del Comune di Modena, Ferraresi stesso.

 

Ora, a specifica e ripetuta richiesta di chiarimento, Vittorio Ferraresi ha deciso di tacere. Tace lui, così come tacciono i vertici provinciali dei 5 Stelle, da noi contattati. Silenzio totale e dolce attesa che passi la nottata. E che tutti si dimentichino. Insomma, coloro che indicavano la smemorata di Cutro sono diventati loro stessi smemorati per una beffarda logica del contrappasso dantesco.
Un silenzio a ben vedere poco convincente e che - oltre a svelare la metamorfosi dei 5 Stelle da lupi ad agnelli - mette in difficoltà anche il primo cittadino Massimo Mezzetti che sulla legalità si è sempre speso in prima persona, ricordiamo che proprio lui da assessore regionale con quella delega varò il Testo unico della legalità.
Eppure il silenzio domina, complici vacanze, frizzi e lazzi.
E poco importa se quando Ferraresi tornerà in ufficio, dovrà fare i conti con colei che voleva si dimettesse: potrà sempre lamentare un attacco improvviso di amnesia a 5 Stelle.
Giuseppe Leonelli
Nella foto Ferraresi con il referente regionale M5S Lanzi e la parlamentare Ascari
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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