'Ricordiamo tutti quel pomeriggio del 15 luglio scorso: un violentissimo temporale, con raffiche di vento fino a 100 chilometri all’ora, si abbatté su Modena. Tetti danneggiati, calcinacci, lamiere e, soprattutto, un'enorme, diffusa strage di alberi lungo le strade. Le prime emergenze furono affrontate rapidamente, grazie anche al prezioso intervento di numerosi volontari e le strade vennero liberate dai tronchi che le ostruivano. Ma da allora, poco o nulla'. A dirlo è Modena Volta Pagina.
'A un mese e mezzo da quel fortunale, decine, centinaia di voluminosi “souvenir” arborei continuano a farci compagnia. Hera che fa, dorme? Basta percorrere qualche strada della città per imbattersi ancora in tantissimi rami, tronchi sradicati e cumuli di fogliame ormai secco, tutti abbandonati ai margini delle carreggiate e sulle aiuole. Quella che doveva essere un’emergenza temporanea è diventata, giorno dopo giorno, una presenza stabile nel paesaggio urbano. E così Modena torna a fare i conti con un problema che sembra non avere soluzione: il decoro della città - continua Mvp -. Sotto questo profilo, gli anni della Giunta Muzzarelli segnarono uno dei punti più bassi della storia modenese, con i famigerati mucchi di sacchetti dell’immondizia che per mesi troneggiavano davanti ai condomini, nonostante in questi giorni il miope consigliere regionale Paldino continui ancora a tessere le lodi di quel disastro.
Il nuovo “sindaco gentile”, Massimo Mezzetti, aveva promesso una svolta: più attenzione, più cura, più manutenzione. Qualcosa, dopo i primi e non sempre indolori provvedimenti, è effettivamente cambiato. Ma la Modena pulita ed efficiente di un tempo resta ancora lontana. Ora ci chiediamo semplicemente quanto dovremo aspettare perché i servizi di manutenzione urbana e una Hera sempre più costosa e sempre meno attenta si accorgano di tutti quei rami e quel fogliame. Dopo un mese e mezzo, forse, i modenesi avrebbero il diritto di pretendere che l’emergenza fosse finalmente finita. Invece, a Modena, anche gli alberi abbattuti sembrano avere ormai diritto ad una perpetua memoria'.

